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copertina_libro (1)IL LIBRO DELLA SETTIMANA

“Il coraggio è una cosa”

Saggistica

Autore
Danilo Ferrari

Editrice
Néon (www.associazioneculturaleneon.it)

Trama. Come in una sorta di diario – che è scandito anche dagli incarichi ricevuti di redigere articoli per diverse testate –, in questo suo primo libro Danilo Ferrari compone una storia breve che comprende molte domande poste a se stesso, ma allo stesso tempo risponde ai numerosi dubbi “comuni” sul suo stato di ragazzo affetto da tetraparesi spastico-distonica con assenza di linguaggio e impossibilità di muovere le mani.

E così, nelle pagine de “Il coraggio è una cosa”, Danilo scrive della bellezza vissuta, del tempo che scorre, del rumore che scandisce le sue giornate, della gente che lo circonda, ma anche degli attacchi di depressione, dei “brutti pensieri” che talvolta fanno capolino, del senso di isolamento. Danilo però non è solo: a partire dalla sua assistente (la sua “traghettatrice” di parole), alla sua splendida famiglia, ai docenti, agli amici della Nèon, agli studenti che lo hanno intervistato, tutti citati e protagonisti di questo libro, che lo aiutano a raggiungere il traguardo di una normalità che, a leggerla, ci dà contezza che l’unica patologia incurabile rimane il pregiudizio. E non è certo Danilo Ferrari a esserne affetto.

DANILO FERRARI è nato nel 1984 e vive a Catania. Si è laureato in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Catania, con una tesi in Filosofia su “Diritti umani e dignità della persona”. È giornalista dal 2007 e attore di Nèon Teatro.
“Il coraggio è una cosa” è il suo primo libro ed anche il titolo dello spettacolo teatrale che lo vede protagonista, con la regia di Monica Felloni.

 

 

IL LIBRO DELLA SETTIMANA
“Le colpe nel sangue”
 
 
 

Romanzo 
Autore
Gina Emanuela Sorace
Editrice
La trama. Roberto deve ritrovare Vassilij, ma di quell’uomo, al quale è legato da una vita, non c’è più nessuna traccia. La ricerca non è facile, i ricordi e i rimorsi del passato si fanno sentire prepotenti.
Chi è oggi Vassilij ? Chi è stato veramente ? Che aspetto ha ? Una folle corsa contro il tempo, bisogna trovarlo prima che sia troppo tardi. Dopo quaranta anni Roberto ha vinto tutto. Vassilij, invece, è sparito. Cercare la verità significa incontrare la morte.
Meglio mentire. Meglio ancora non sapere……
Un libro intenso, scritto con pathos, a tratti “visionario”, costruito sui confini delle verità, delle sofferenze e delle paure nella consapevolezza che per giungere a quelle verità si può perfino uccidere.
Biografia autrice. Gina Emanuela Sorace, pugliese, nata a Bari nel 1980. Dopo una breve esperienza, in alcuni studi legali, si dedica alla professione di insegnante privata in ambito universitario. La passione per la scrittura la porta a pubblicare nel 2011 il suo primo romanzo giallo, “Il rifiuto del sì” e nel 2013 “Solitudini”. Vive attualmente a Foggia.

 

di Gaetano Càfici. Per molte volte, fin troppe volte, abbiamo assistito,  tristemente,  alla posa di una lapide, di un cippo marmoreo, di una stele, in ricordo di un martire, di un eccidio, di un barbaro assassinio. Rito che, nel rispetto doveroso di chi ne è stato vittima, ogni anno viene ripetuto con la commemorazione e il ricordo. Ovviamente nessuna obiezione, la memoria va sempre onorata per far sì che ognuno di noi non dimentichi mai !
Quello che, invece, di straordinario è accaduto, in un luogo dove si è privati della propria libertà, non è soltanto lo spazio famiglia  inaugurato nella Casa circondariale di Trapani, in memoria dei fratellini Asta, vittime con la madre, nel lontano 1985 a Pizzolungo, della violenza della mafia, ma l’aver coinvolto i detenuti per realizzarlo.
 
Un’iniziativa encomiabile che consentirà alle famiglie dei reclusi di avere a disposizione, per i propri figli, un’area ludica, con dondolo, altalene e un piccolo “castello incantato”, dove i piccoli potranno vivere il momento di incontro con più serenità. 
 
Otto sono stati i detenuti della sezione “protetti”che, dopo un corso di artigianato artistico di 600 ore, organizzato all’interno della struttura carceraria dall’associazione Euro di Palermo e finanziato con circa 80 mila euro della Regione e del Fondo Sociale Europeo, hanno creato sul muro “della rinascita” un’imponente raffigurazione di circa 4 metri per 20, di una scena a sfondo biblico tratta dal libro di Isaia.
 
Un fortissimo significato simbolico, che dà il “vero senso” alla detenzione come strumento di rieducazione e di speranza, assieme al pensiero di quelle morti innocenti che, in questo modo, non sono state inutili.
Per una volta, questo  luogo di memoria e di giochi, varrà la pena “commemorarlo”non ogni anno, ma ogni giorno. 
IL LIBRO DELLA SETTIMANA. “È già mattina” di Alberto Samonà
“É già mattina”
Romanzo (una storia vera)
Autore
Alberto Samonà
Editrice
Bonanno (www.bonannoeditore.com)
La trama.Ci sono storie che vanno raccontate e che consentono di far aprire cassetti che sembravano essersi serrati per sempre.
Il libro di Alberto Samonà, intitolato “È già mattina – Storia di Alessandrina, la bambina che visse due volte”, è una testimonianza di un mondo, di cui ormai si è persa memoria, ma che esiste al di là dei secoli. È la Palermo del periodo di fine Ottocento, con le sue atmosfere e le sue speranze, ma è anche la storia di una città in rapido mutamento, che entra nel ventesimo secolo, lasciandosi alle spalle la Belle èpoque e i suoi sogni.
Dietro a queste realtà visibili c’è anche il non detto e c’è la storia principale del libro, a metà strada fra il romanzo storico e il saggio. Al centro della vicenda narrata, un presunto caso di reincarnazione avvenuto in una famiglia nobile del capoluogo siciliano, che a quel tempo destò l’interesse degli studiosi, dei giornali e delle riviste scientifiche.
Alessandrina è il nome della protagonista, nata e vissuta per i primi ventisette anni di vita a Villa Ranchibile, dal 1937 sede dell’Istituto salesiano Don Bosco di Palermo, ma prima della sua repentina cessione dimora aristocratica e sede abituale di sedute spiritiche.
Secondo il libro, che riporta date e nomi reali e che narra di una storia vera, la piccola Alessandra fu dipinta dagli adulti del tempo come la reincarnazione della sorellina, morta a cinque anni per una grave forma di meningite. Un caso che allora venne studiato dallo stesso padre della piccola, infaticabile ricercatore nel campo dell’occulto, il quale raccolse una serie di elementi che avrebbero confermato questa tesi. Di tale periodo, restano diari e testimonianze che l’autore ha messo insieme in questo avvincente libro.
Alberto Samonà (1972), giornalista, vive e lavora a Palermo. Scrive per il quotidiano Libero. Ha scritto per diversi quotidiani e periodici. Ha pubblicato libri ispirati al ‘pensiero tradizionale’ e alla conoscenza di sé: Le colonne dell’eterno presente (2001), La Tradizione del sé (2003), Il padrone di casa (2008), Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ‘600 al nostro tempo (2009). Bent Parodi.Tradizione e Assoluto(2011). Per il teatro ha scritto e diretto gli spettacoli Un fiamma a Campo de’ Fiori e L’oro del cavaliere. Ha inoltre scritto i testi teatrali Le notti di Casimiro, ispirato alla figura del pittore Casimiro Piccolo, e Arcani maggiori. Dal suo racconto La bambina all’Alloro, il cantastorie irakeno Yousif Latif Jaralla ha tratto lo spettacolo Le orme delle nuvole
di redazione. Vi ricordate il film americano “La strana coppia”,  in cui l’indimenticabile, Walter Matthau (nel ruolo di Oscar Madison) scapolo ostinato offre ospitalità all’amico Jack Lemmon(Felix Ungar) da poco separato dalla moglie? Una convivenza che in seguito si rivelerà un vero e proprio disastro.
In scena, nel palcoscenico della politica siciliana e non solo, un singolare remake di quella pellicola: protagonisti Angelino Alfano (Ncd) e Pier Ferdinando Casini (Udc), quest’ultimo per il tramite del suo plenipotenziario in Sicilia, Gianpiero D’Alia.
La trama: una forzata convivenza per far sì che alle elezioni europee di maggio, il previsto sbarramento del 4 per cento possa essere superato, pena l’esclusione dei due partiti transfughi del centrodestra dagli scranni di Bruxelles.  
Un matrimonio combinato, ma soprattutto dettato dagli impietosi sondaggi che danno il partito di Angelino al 3.6 per cento e quello di Casini al 2.5. Una vera débacle, che se confermata, sarebbe non solo una disfatta alla Waterloo, ma anche la morte politica degli stessi Alfano e Casini.
Quindi sto matrimonio “s’ha da fare”, ma soltanto con la benedizione di “Don Abbondio” alias il Cavaliere di Arcore che attende il ritorno all’ovile del figliol prodigo Angelino, ma anche “dell’orrido” Casini (così lo apostrofò nel salotto di Vespa). Pontiere dell’operazione e forse testimone di nozze, l’ex presidente del Senato Renato Schifani (Ncd) che si dice “certissimo che questa alleanza elettorale si farà!”. Ma pezzi di Ncd sono molto scettici, anche perché credono che alla fine Casini, da sempre giocoliere di se stesso, opterà per Silvio. Tutto, dunque, ancora in alto mare.
E non si ha neanche traccia del simbolo che, inevitabilmente, dovrebbe comprendere sia la sigla Ncd, che quella Udc. Si parla di Libertas, ma alcuni democristiani doc (diciamo gli ultimi Mohicani di centro) hanno storto il naso. La storia della Dc è troppo ingombrante ed intoccabile.
In campo i migliori creativi, anche se siamo in periodo di spending review, ai quali vorremmo dare un umile consiglio: qualsiasi sigla partorirete, ricordatevi che le facce sono sempre le stesse e nasconderle sarà davvero da missione impossibile. Confidiamo nel miracolo!