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La crisi in Medio Oriente è gravissima, il mondo è in apprensione e perfino a Palermo c’è chi si indigna. Più precisamente è il sindaco Orlando che si scaglia contro la politica di Trump e Israele. Iniziativa lodevole, bellissima, sacrosanta a parte il fatto che si tratta di un “pistolotto” che suona assolutamente vuoto per la gran parte dei cittadini palermitani.

Ecco cosa scrive il primo cittadino: “Sono giorni tristi per il Medio Oriente, per la Palestina, per Israele e per l’ebraismo. Le scelte e i comportamenti del Presidente Trump dovrebbero quantomeno far nascere perplessità nel mondo ebraico, così come il fatto che al suo fianco stiano i governi europei di estrema destra o addirittura, come quelli ungherese e polacco, espressamente ispirati a movimento neofascisti e fortemente negazionisti dell’Olocausto. Tutto questo dovrebbe imbarazzare Israele e il mondo ebraico in generale. Se – continua Orlando – per il governo di estrema destra oggi alla guida di Israele, Gerusalemme val bene la rinuncia ai valori fondanti della propria identità culturale e religiosa, questo vale anche per tutti gli ebrei, soprattutto per coloro che proprio in Israele vivono e sperimentano quotidianamente il regime di apartheid che è ormai al centro della vita sociale ed economica del paese? Nei giorni in cui la furia violenta ed omicida trasforma l’IDF (Tzva HaHagana LeYisra’el, l’esercito israeliano, ndr) nel mero esecutore di punizioni collettive ed esecuzioni sommarie, il sangue di centinaia di palestinesi non solo rafforza il diritto ad uno Stato di Palestina libero, ma sta anche cancellando migliaia di anni di storia di progresso, innovazione e aspirazione alla libertà di cui il popolo e la cultura ebraica sono stati simboli, promotori e protagonisti”.

Il fatto che “Leolook” abbia a cuore la sorte dei palestinesi, gli fa onore ma chi glielo dice ai suoi concittadini? Altro che Trump, mondo ebraico, estrema destra, fascisti e Palestina libera…per i palermitani le cose che contano sono altre. Proviamo a dirne qualcuna? Immondizia, trasporti più efficienti, traffico, marciapiedi scassati, i disagi dei cantieri e chi più ne ha, più ne metta. Insomma va bene parlare del mondo o di “Palermo Capitale della Cultura” ma siamo sicuri che allo Zen, al Cep e a Borgo Nuovo si stia meglio che a Beirut? La verità è che a Palermo “l’intifada” è contro Orlando.

 

 

La realizzazione di nuove linee del tram sarebbe un’avventura rischiosissima per la città, non solo in termini di viabilità per via dei cantieri e dei disagi apportati alla popolazione, ma anche per la gestione economica stessa dell’infrastruttura. Ricordiamo che Amat, con le attuali tre linee, ha una perdita di 10 milioni di euro”.

Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco per il centrodestra alle ultime comunali contro Orlando, prende una netta posizione sulla vicenda legata alla realizzazione di nuove linee di tram che, l’amministrazione comunale, ha deciso di portare avanti. E dà l’assist a Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo che, oggi, proprio su questo tema, ha rilasciato un’intervista ad un’agenzia stampa.

“Ben venga dunque la proposta lanciata da Confcommercio – dice Ferrandelli – di effettuare una ‘verifica costi/benefici’ e di realizzare uno ‘studio sull’impatto’ che altre linee di tram possono avere a Palermo. Quindi un fronte comune contro l’Amministrazione comunale e, in primis, contro il  sindaco Orlando che sul tram ha “puntato” da sempre, soprattutto in campagna elettorale.

“Ciò che manca a questa amministrazione è proprio il contatto con i cittadini e il saper dare risposte concrete alle reali necessità della città. Noi continuiamo con coerenza a portare una visione alternativa di mobilità dolce – ha detto infine Ferrandelli – sicuramente più rapida e con costi di gestione nettamente inferiori”.

E la Di Dio in un passaggio dell’intervista si è soffermata proprio sul fatto che “il tram da solo non può risolvere i problemi della mobilità della città. Palermo avrebbe bisogno di più mezzi pubblici, di più parcheggi”. E ha lanciato un’idea: “Voglio farmi promotrice di un’indagine, una sorta di sondaggio sia con i nostri associati che con i cittadini che usano il tram, per conoscere direttamente dagli utenti e dagli imprenditori come la pensano”.

La presidente di Confcommercio lo ha chiamato sondaggio, ma nei fatti di un vero e proprio “referendum” si tratta: un sì o un no all’opera. Siamo ansiosi di conoscerne l’esito e, soprattutto, vedere se il sindaco Orlando lo prenderà in considerazione o andrà dritto per la sua strada. E chissà se Palermo sente proprio questa improrogabile necessità di altri tram.

 

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Il sindaco della primavera di Palermo, fondatore del movimento politico la Rete, che scardinò il potere della Dc di Lima e Andreotti nel 1985, riuscendo a battere nel 1997 Gianfranco Miccichè, l’allora plenipotenziario di Berlusconi in Sicilia e poi sconfitto nel 2007 dal forzista Diego Cammarata, rivincendo nel 2012 al ballottaggio contro Fabrizio Ferrandelli, oggi, al motto “il Sindaco lo sa fare”, si prepara ad aprire la campagna elettorale per il 2017.

L’inaugurazione del tram, assieme a tutte le iniziative sul tema della mobilità sostenibile avviate dall’amministrazione comunale (carsharing, bike sharing, taxi sharing), è un’opportunità ghiotta per un sindaco che, in materia di “comunicazione” ed affini, non ha eguali. Potremmo tranquillamente affermare: un biglietto di sola andata per la riconferma a Palazzo delle Aquile, magari con il voto ombra, al ballottaggio, del centrodestra.

L’opera, costata 322 milioni, di cui 87 a carico del Comune e il resto elargiti da Stato e Unione europea, con 17 vetture, una capienza di 250 passeggeri ciascuna e quattro linee disponibili, è di fatto una mastodontica operazione politica, (non dimentichiamo che manca un anno e mezzo alla fine del mandato), che viaggia però non sui binari di un’alleanza politica, ma sulla capacità di Orlando di essere da sempre l’uomo solo al comando e di saper scegliere lui gli alleati e le strategie.

Nei fatti la paventata minaccia di dimissioni, da parte del sindaco di Palermo (assolutamente studiata a tavolino), in caso di non approvazione del contratto di servizio per l’avvio del tram e l’accordo trasversale con i forzisti, ha messo all’angolo un Pd che da mazziere nel governo nazionale e regionale, in consiglio comunale si è cucito, invece, il ruolo di solo spettatore e di finto oppositore.

Nei giorni scorsi il sottosegretario Davide Faraone, il cui sogno nel cassetto è risaputo essere quello di diventare sindaco di Palermo, aveva definito “Orlando rimasto ancorato alla preistoria, sia rispetto agli uomini che lo sostengono, sia rispetto alle idee su come si governa una città”. E parlando dell’iniziativa di Rifondazione comunista di conferire la cittadinanza onoraria al leader curdo Abdullah Öcalan, diceva di “una giunta governata dagli uomini di Ocalan”.

Dichiarazioni poco gradite ad Orlando che, lasciando “cuocere” nel brodo primordiale i democratici, ha battuto “banco”, incassando un piatto ricco e riuscendo ad isolare i renziani che vorrebbero volentieri “rottamarlo”.

E poi ci sono anche grillini che protestano per la ztl, ma più che altro per dovere di cronaca. Un atteggiamento da decodificare, in un panorama politico locale dove tutti credevano che l’orlandismo fosse morto e sepolto. Il movimento di Nello Musumeci #DiventeràBellissima, che annuncia l’avvio di una raccolta firme per rimodulare il provvedimento tanto contestato e il centrodestra che dà l’assist alla maggioranza, quasi da servizio 118. Infine, il Pd in stato confusionale, se non comatoso.

Ma i nodi, comunque, per il primo cittadino stanno tutti in fila, uno dietro l’altro. Ztl a 100 euro, tariffe zone blu portate tutte a 1 euro, possibili ricorsi, petizioni e, eventuali, richieste di annullamento. Non minori i problemi legati ai risultati che questi provvedimenti dovrebbero portare, in termini di vivibilità e di salute, ai cittadini.

Un orizzonte non certamente roseo per chi, al netto dei propri incassi, come il poter sbandierare la realizzazione del tram, deve fare i conti con una città sofferente, sporca e inquinata. Basteranno le pedonalizzazioni, il percorso Unesco e le fioriere sparse ovunque, a far dimenticare il degrado che è sotto gli occhi di tutti?

I palermitani hanno intuito bene che l’istituzione della ztl è una tassa per fare cassa. Ma in tutto questo, se i risultati complessivi ci saranno, tram compreso, da qui alla fine del sindacatura l’Orlando furioso, il sindaco del “lo sa fare”, “l’uomo dalle sette vite” come lui stesso si è definito, potrà agilmente e, sempre, con il #soccorsoazzurro prima citato, sedere nuovamente sul primo “scranno” del Comune, regnando per altri cinque anni la sua Palermo.

Ovviamente la strada da percorrere è ancora lunga e a “deragliare”, tanto per stare in tema, basta un attimo.