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L’ultimo sondaggio politico di Swg per il tg La7 di Enrico Mentana conferma il trend in salita del partito di Giorgia Meloni che stacca sempre di più la Lega di Matteo Salvini.

Il leader della Lega, che in queste ore è volato in Polonia, sarebbe adesso distante oltre quattro punti percentuali dalla sua alleata-rivale che ormai appare essere destinata a diventare il nuovo leader del centrodestra.

Restando nell’area, nel sondaggio politico emerge un autentico balzo da parte di Forza Italia, con Silvio Berlusconi che nell’ultima settimana si sarebbe migliorato di molto al pari di Italexit, il nuovo partito di Gianluigi Paragone. Infatti, il partito dell’ex Cavaliere sarebbe in netta crescita, tanto da poter ambire a raggiungere quella doppia cifra che invece ora rappresenta una sorta di incubo per il Movimento 5 stelle.

Nel centrosinistra segno positivo per il Partito democratico, mentre sondaggio ancora amaro per Matteo Renzi e Giuseppe Conte: il primo vedrebbe allontanarsi la soglia di sbarramento del 3%, il secondo invece starebbe vedendo il Movimento 5 stelle scivolare pericolosamente verso il limite della doppia cifra.

(fonte swg e money.it)

“Questa unità è la nostra principale forza ed è essenziale mantenerla in aspetti come l’accoglienza degli ucraini e la tutela energetica di cittadini e imprese”. A dirlo è il premier Mario Draghi nella dichiarazione congiunta con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen prima del loro incontro a Bruxelles. 

“L’Ue – ha sottolineato Draghi – ha dato prova di straordinaria unità. Siamo uniti nel rispondere all’appello del presidente Zelensky che ci ha chiesto aiuti finanziari, umanitari e militari. Dobbiamo fare in modo – ha detto von der Leyen – che non ci siano scappatoie e che l’effetto delle sanzioni sia massimizzato. Le sanzioni in atto stanno davvero mordendo, vediamo le turbolenze sull’economia russa. Ma considerata l’evoluzione della situazione in Ucraina e l’attacco sconsiderato del Cremlino a cittadini, donne, bambini, uomini, naturalmente stiamo lavorando anche su ulteriori sanzioni”.

“Nei giorni scorsi – ha detto ancora Draghi – il Comitato per la sicurezza finanziaria del Ministero dell’Economia ha approvato importanti provvedimenti di congelamento di beni nei confronti di oligarchi russi, che sono stati prontamente eseguiti. La Banca d’Italia ha chiesto agli istituti di credito di comunicare le misure di congelamento applicate, e di fornire i dettagli sui soggetti coinvolti e sul valore e la natura dei beni. Voglio ringraziare il Ministro dell’Economia, la Banca d’Italia e la Guardia di Finanza per l’eccellente lavoro. Dobbiamo agire tutti con la massima rapidità”.

“L’Italia è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la sua dipendenza dal gas russo. Sabato ho sentito al telefono l’emiro del Qatar, Al Thani, con cui ho discusso in particolare di come rafforzare la cooperazione energetica tra i nostri Paesi. Voglio ringraziare il ministro Cingolani – che è qui con me oggi – e il ministro Di Maio per il loro impegno su questo fronte”.

(fonte foto ansa)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche per questo secondo mandato, ha chiesto al Mef (Ministero Economia e Finanza) di ridurre il suo assegno personale, stabilito per legge, in misura pari al trattamento pensionistico che riceve dall’Inps per i suoi anni da professore universitario.

Per cui la prevista somma annuale di 239.182 euro lordi viene ridotta di circa 60 mila euro, portando l’importo lordo annuo da percepire a 179.835,84 euro. Lo rende noto il Quirinale.

Contestualmente, aggiunge il Quirinale, il Presidente Mattarella ha confermato la rinuncia anche per il nuovo settennato all’adeguamento dell’assegno personale all’indice dei prezzi al consumo (adeguamento Istat) che avrebbe comportato un aumento di circa 16 mila euro. Infine, in base alle norme vigenti, il Presidente della Repubblica non percepisce (né percepirà in futuro) il pagamento della pensione (vitalizio) come ex parlamentare. 
   

“Come credenti dobbiamo pregare ma come politici dobbiamo agire. Operare anche assumendo decisioni difficili come quella degli armamenti, al solo scopo difensivo per gli ucraini che sono massacrati da Putin e dai russi, così il senatore Pierferdinando Casini alla preghiera dei deputati e senatori nel Chiostro della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Roma.

“L’Italia e il governo – ha continuato Casini – sta facendo la propria parte con i provvedimenti che sono stati decisi e discussi ieri in Parlamento”.

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(Fonte Agenzia Vista – foto adnkronos)

In un video di 4.37 minuti la giornata politica odierna raccontata dall’agenzia Vista. Dall’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Parlamento europeo, a quello della presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen. Dalla condanna di Josep Borrell, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla presa di posizione in Senato del premier italiano, Mario Draghi, sulla crisi Ucraina.

(fonte romauno.tv e agenzia vista)

“Tollerare una guerra di aggressione di uno stato sovrano europeo, vorrebbe dire mettere a rischio, in maniera forse irreversibile la sicurezza e la pace in Europa”. E’ una parte dell’intervento che il premier Mario Draghi ha fatto questa mattina in Parlamento.

“Ammiro il coraggio di chi partecipa alle manifestazioni in Russia contro la guerra in Ucraina. Il Cremlino – ha detto ancora Draghi – dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra”.

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(fonte agenzia Vista)

“Ho comunicato al collega Dmytro Kuleba di aver appena firmato la delibera che dispone l’erogazione immediata di 110 milioni di euro al governo di Kiev, come espressione concreta della solidarietà e del sostegno dell’Italia a un popolo con cui coltiviamo un rapporto fraterno. In questo momento l’Ucraina è sotto assedio senza avere una colpa, attaccata con continui bombardamenti dal governo russo”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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fonte agenzia Vista

Un quadro politico in divenire nel quale ciò che salta agli occhi è il crollo delle intenzioni di voto per la Lega, lontanissima da quel 34,26% ottenuto alle Europee del 2019. Oggi secondo quasi tutte le rilevazioni il partito di Matteo Salvini otterrebbe la metà dei voti, mentre secondo la rilevazione Quorum/YouTrend per Sky TgG24, avrebbe consensi più che dimezzati e si fermerebbe al 15,5%.

Confermato, invece, il testa a testa tra PD e Fratelli d’Italia per il posto di partito in testa alle intenzioni di voto degli italiani. I Dem sono prima ma a soli sette decimali di punto dal partito di Giorgia Meloni, mentre entrambi restano sopra la soglia psicologica del 20%. Terza forza è il Movimento 5 Stelle cui la casa di sondaggi accredita un 16,2%, dato migliore di altri istituti. Quindi come detto, la Lega al 15,5%.

Tra i partiti minori resta stabile sopra all’8% il dato di Forza Italia, mentre Azione/+Europa secondo Quorum sarebbe ben lontana dal 5% visto da altri istituti di sondaggi e si fermerebbe al 3,7%. Interessante la rilevazione di Italexit, il movimento politico di Gianluigi Paragone, quasi sempre confinato tra gli “altri partiti” nei sondaggi. Secondo questa rilevazione se si votasse oggi otterrebbe un 2,8% di consensi, dato che l’avvicina molto alla soglia di sbarramento e superiore a quelli di Sinistra Italia, Articolo1/Mdp e Italia Viva.

Il consenso di Mario Draghi

Il sondaggio ha, anche, misurato la fiducia degli italiani nel premier Mario Draghi. Ne emerge un quadro nettamente a favore del presidente del Consiglio in carica: il 60% degli intervistati dichiara infatti di avere molta o abbastanza fiducia in lui, mentre solo il 38% afferma di averne poca o nessuna.

E’ un quadro politico-elettorale in movimento a pochi mesi dal nodale appuntamento che riguarda l’elezione del Capo dello Stato. Una vicenda che sicuramente giocherà un ruolo deciso negli assetti futuri delle alleanze in vista della scadenza elettorale per le nazionali, che ad oggi è inchiodata per il 2023. E in questo sondaggio, commissionato dal Corriere.it all’Istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli, si delinea, comunque, un centrodestra ancora vincente rispetto ad un centrosinistra che vede calare la componente dei pentastellati.

Ai vertici della graduatoria, dunque, si confermano il Pd con il 20,8% delle preferenze (stabile rispetto a ottobre), FdI che aumenta di un punto (dal 18,8% di ottobre al 19,8% odierno) e scavalca la Lega che si attesta al 19,1% (- 0,9%). Per la tranquillità di coloro che di fronte ai sondaggi gridano allo scandalo o esultano esageratamente, va osservato che le differenze tra i primi tre partiti sono davvero contenute, all’interno del margine di errore statistico e ciò determina, nelle diverse rilevazioni, sorpassi e controsorpassi sul podio. A seguire si colloca il M5S con il 15,5%, in calo di un punto, quindi Forza Italia con l’8,5% (+0,5%), poi la consueta schiera di forze politiche intorno al 2%. Da notare l’aumento del partito degli astensionisti e degli indecisi che raggiunge il 41,5%.

I dati dei partiti nel sondaggio Ipsos

Sulla base di queste stime, sommando i dati di preferenza attribuiti ai singoli partiti complessivamente le tre forze del centrodestra si attestano al 47,4% e prevalgono sia sul centrosinistra (32,1%) nonché su un’alleanza giallorossa (Pd, M5s, Art.1-Mdp e SI), accreditata del 39,1%. Viceversa, qualora si delineasse l’ipotesi, alquanto remota, di una coalizione di centrosinistra “extralarge”, comprensiva di tutte le formazioni diverse da quelle del centrodestra, lo scenario risulterebbe in equilibrio (47,6% a 47,4%).

Con l’aumento del numero dei contagi registrato nel mese di novembre è ripreso a crescere il timore degli italiani per il Covid, come pure il consenso per il green pass che si attesta al 66% (+7% rispetto a metà ottobre), mentre i contrari scendono dal 31% al 27%. Il Natale è alle porte e, nonostante oltre 47 milioni di cittadini over 12 siano stati vaccinati con almeno una dose (87%), molti sono preoccupati di non poterlo festeggiare come vorrebbero. I favorevoli al green pass prevalgono tra tutti gli elettorati, ma in misura diversa: più convinti i dem (93% i favorevoli), gli elettori delle altre formazioni del centrosinistra (84%) e i pentastellati (78%), un po’ meno gli elettori di Forza Italia e delle forze minori del centrodestra (62%), i leghisti (59%) e gli elettori di FdI, tra i quali il 50% si dichiara a favore ma il 45% ritiene che la misura sia esagerata e violi la libertà di chi non vuole farsi vaccinare.

In questo contesto di crescente timore per la situazione sanitaria, controbilanciato da una significativa fiducia dei cittadini per le prospettive economiche del Paese, l’indice di gradimento del governo fa segnare un aumento di tre punti rispetto a ottobre (da 60 a 63), avvicinandosi a quello del premier che aumenta di un punto (da 63 a 64). Il dibattito politico e mediatico delle ultime settimane, concentrato sulle misure contenute nella legge di bilancio 2022 e sul toto nomi, che riguarda l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, non ha modificato sostanzialmente gli orientamenti di voto degli elettori.

Gradimento leader

Anche il gradimento dei leader dei partiti non mostra cambiamenti di rilievo: Conte ha fermato la flessione che aveva fatto seguito all’assunzione del ruolo di leader del M5S e al conseguente venire meno del profilo istituzionale che gli garantiva un consenso trasversale, si mantiene al primo posto con un indice pari a 43 ed è seguito da Giorgia Meloni (stabile a 37) e Speranza (35) che continua ad essere valutato più nel ruolo di ministro della Sanità che in quello di leader di Articolo 1 (a conferma del limitato appeal del partito che guida). Più staccati Letta e Berlusconi, entrambi a 31, e Salvini (stabile a 30). L’unica variazione significativa del mese riguarda Emma Bonino (passa da 25 a 28), il cui nome è circolato tra le possibili candidature al Quirinale.

Lo scenario che emerge mostra una discreta distanza, quasi un’indifferenza, dell’opinione pubblica rispetto alle vicende politico-partitiche delle ultime settimane, dal tavolo sulla finanziaria proposto da Letta alle tensioni interne alla Lega e al M5S, alle manovre in vista dell’elezione del capo dello Stato. Covid e prospettive economiche del Paese guidano l’agenda dei cittadini che, non a caso, guardano più al premier e all’azione del governo che alle forze politiche il cui sostegno all’esecutivo non sembra determinare un ritorno positivo o una penalizzazione in termini di consenso, come se fossero due mondi paralleli.

(fonte Corriere.it e foto copertina dal sito Tpi)

Un Matteo Renzi a tutto tondo a “L’aria che tira” su La7, il programma condotto da Myrta Merlino. “Io come Berlusconi nel litigio con Travaglio? No, non c’è paragone, lui superiore a me 20 a zero. Nel gennaio del 2013 ci fu l’intervista con Santoro e Travaglio, e lui fu il principale sponsor di Berlusconi, perché lì cambiò la sua campagna elettorale. Le opinioni di Travaglio sono quelle di un diffamatore professionista”.

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(fonte Corriere.it e Ansa)