E’ un ministro del Lavoro sicuro di sé, quello che davanti alla platea dell’assemblea nazionale della Uil, disegna il progetto di cambiamento del mercato dell’occupazione, sparando a zero contro i centri per l’impiego che definisce “luoghi di umiliazione per i giovani che lasciano i curriculum senza ricevere mai alcuna risposta”.
E poi immancabilmente parla del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia da sempre del M5S, per il quale ha ottenuto un consenso da podio nel sud Italia.
“Noi siamo stati mandati in parlamento – dice Di Maio – come forza politica per realizzare il reddito di cittadinanza e, questo strumento crea tante giuste obiezioni perchè non lo conosciamo. L’obiettivo non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro, il tuo settore è finito o si è trasformato, ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti e essere reinserito in nuovi settori. Ma mentre ti formi e lo Stato investe su di te, ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana, 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità”.
E lui stesso pone la domanda: “voi direte, ma dove prenderete tutti questi soldi? Intanto dobbiamo sbloccare i fondi europei destinati agli enti locali e se riusciremo anche a sbloccare i milioni di euro allocati negli enti territoriali che non si muovono, potremo rimettere in moto l’economia. E questo lo deve fare il ministero del sud che abbiamo istituito”.
Quindi, l’arcano degli arcani, il dubbio dei dubbi rimane e pare senza alcuna soluzione immediata. In parole povere al momento di soldi non vi è traccia come si intuisce dalle parole Di Maio, che rimanda tutto alla responsabilità di questo “fantomatico” ministero del sud, che dovrebbe essere il grande volano per far muovere l’economia e che al momento dà solo segnali da “arresto cardiaco“.
Mi ricorda molto la Cassa per il Mezzogiorno, un ente pubblico creato dal Governo De Gasperi , per finanziare iniziative industriali destinate ad incentivare lo sviluppo economico del meridione d’Italia e colmare il divario con l’Italia settentrionale. Ma erano gli anni ’60, quelli del boom economico. Oggi è tutta un’altra storia. In un’Italia dove molti comuni rischiano il default finanziario e di risorse “allocate” , come dice Di Maio, neanche la lanterna di “Diogene” riuscirebbe a trovarne.
Lega nella bufera con lo scontro tra il deputato regionale Tony Rizzotto e il parlamentare nazionale Alessandro Pagano, coordinatore (o ex?) del partito in Sicilia occidentale. Almeno per un paio d’ore. Ma, dopo alcune telefonate concitate, tutto rientrato, a posto, non è successo niente.
Lo stesso militante della Lega, Vanni Di Natale, che aveva postato il post originale avvisa, con un altro messaggio su Facebook, che il senatore Candiani lo ha chiamato chiedendogli di non fare polemiche e lo stesso Rizzotto ha smentito tutto dicendo di non essere stato lui a mettere in rete le frasi incriminate. Resta un solo dubbio. Se non è stato lui, chi è stato? Una manina anomina che ce l’aveva con Pagano? Ah saperlo…
La verità è che si sa, al di là delle dichiarazioni uffciali, c’è fibrillazione nella Lega siciliana. La polemica era scoppiata platealmente per un post di Rizzotto che, forse inconsapevolmente, aveva pubblicato su Facebook contro il deputato di San Cataldo.
Riassunto della puntate precedenti. Tutto parte da questo post: “Quel povero Pagano te lo sei giocato alla grande!!! Peggio di così ad un parlamentare di lungo corso come lui non poteva finire!!! Schifiatu e cauciatu di tutti i latati…”, aveva scritto Rizzotto (ma forse no…?) in una “Facebook stories” aprendo ufficialmente la fronda nei confronti di Pagano e di chi aveva retto le sorti del movimento in Sicilia fino in questo momento.
Per la verità c’erano già stati dei precedenti. E cioè le dichiarazioni pubbliche di Rizzotto che aveva accusato Pagano di aver proclamato autonomamente i vertici regionali e quelli di Palermo, e la nomina del senatore Stefano Candiani come commissario regionale della Lega in Sicilia, peraltro nella sua ultima visita a Palermo sembrato molto vicino proprio allo stesso Rizzotto.
Stamattina i militanti della Lega della “prima ora” si erano mobilitati contro Rizzotto e era scattato un coro di solidarietà per Pagano: “Frasi del tipo “povero”, “schifiato” e “cacciato”, non sono conosciute da noi MILITANTI DELLA #LEGA UNITI DA NORD A SUD – scrive su Fb Vanni Di Natale che ha “girato” il post anche ai vertici della Lega -. Da militante dal 2013 sono DELUSO E AMAREGGIATO per questo comportamento. Se la Lega è FAMIGLIA, GRUPPO e UNIONE mi auguro che il Senatore Stefano CANDIANI dalle parole passi ai fatti, il rispetto e l’educazione in un partito viene prima della politica, questo ci hanno insegnato i vertici della Lega da anni. #Salvini è stato chiaro, chi parla male della lega è FUORI”.
Ma adesso queste frasi sono già al passato. Lo stesso autore del post le ha ritrattate previa benevola sollecitazione di Candiani: “Cari amici, ho appena ricevuto la chiamata dal Senatore Stefano Candiani, rassicurandomi di aver immediatamente contattato il deputato regionale Tony Rizzotto, il quale asserisce di non essere stato lui a scrivere quel “post” su facebook contro il deputato nazionale Alessandro Pagano. Inoltre, vi informo che tra i due deputati c’è stata una telefonata chiarificatrice. Avendo chiarito, invito tutti i militanti a non polemizzare sui social perché la Lega è sempre presente!! Un grande abbraccio. Viva la #Lega”.
Quindi, tutto è bene quel che finisce bene anche se, mentre la Lega in Italia continua a crescere come consensi, in Sicilia il partito è diviso e alla prese con una resa dei conti sotterranea, senza esclusione di colpi, dall’esito incerto.
E sul ponte corleone tanto tuonò che piovve e in questo caso l’indignazione di tanti cittadini e la denuncia degli organi di stampa ha sortito qualche effetto. Il Comune fa un passo indietro per bocca del presidente del consiglio comunale, Totò Orlando, che in una nota ha parlato della “possibilità di svolgere i lavori di notte”.Noi di Bloggando, proprio oggi, avevamo lanciato la proposta di far svolgere i lavori in notturna.
“E’ possibile effettuare i lavori di notte e nei giorni festivi sul ponte corleone” – ha detto Orlando -. Pertanto alla luce dei pensanti disagi provocati dai cantieri ai cittadini mi aspetto che i responsabili prendano immediatamente i provvedimenti opportuni e chiedano scusa alla città e agli automobilisti”.
“Secondo quanto appurato da un approfondimento normativo – ha aggiunto il presidente del consiglio comunale – l’esecuzione di opere di ripristino dei giunti di dilatazione su ponti, viadotti e impalcati ha soltanto alcune limitazioni che riguardano le temperature maggiori di 40 gradi o inferiori a -5, fenomeni piovosi o nevosi prolungati”.
“E nel caso di specifico – haconcluso Orlando – il direttore dei lavori, ai sensi dell’art.49 del DPR 207/2010, può emettere un ordine di servizio chiedendo all’impresa di svolgere le lavorazioni in orari notturni o festivi. L’impresa, dove non previsto nel contratto di appalto, potrà richiedere il ristoro degli oneri dovuto ad eventuali straordinari da concedere a personale”. E alla fine la domanda sorge spontanea: ma il Comune non poteva pensarci prima?
Il sindaco Orlando in questi giorni è stato un intenso grafomane, cosa che certamente non fa notizia, in quanto da anni è una pratica che ha svolto e svolge sempre puntualmente. Parole durissime su un tema attualissimo e al contempo complesso: quello sui migranti e sulla “politica” messa in pratica dal neo ministro all’Interno Salvini, che a dire del primo cittadino, in un post su facebook, “può provocare effetti destabilizzanti per la democrazia”. Tutto legittimo, figuriamoci, in un dibattito, comunque, che ha creato un clima da guelfi e ghibellini, tra buonisti e sovranisti.
Orlando si è speso in prima persona, quasi quanto Salvini nell’altro versante arrivando a dire che “si comincia con proclami e con slogan, con l’utilizzo accorto della propaganda, per preparare il terreno culturale ai provvedimenti formali. La storia ci insegna che le dittature, quelle che di populista non hanno nulla perché sono contro tutti i popoli e contro tutti i deboli, cominciano sempre prima con le parole, con atteggiamenti populisti e poi con i provvedimenti legislativi”.
E tutto questo ci può stare perchè ognuno fa il proprio mestiere e Orlando sa bene che cavalcare l’onda polemica nei confronti di Salvini, può essere considerato un buon investimento. Ma vorremmo ricordare al primo cittadino che il sindaco di Palermo è lui. E la vergogna del caos e dei disagi insopportabili che i lavori del Ponte Corleone stanno creando ai cittadini palermitani non sono accettabili. Non possiamo predicare bene e razzolare male. Immaginare una città che si “definisce” Capitale italiana della cultura e poi diventare una sorta di girone dantesco.
A noi piacerebbe che il silenzio del Sindaco si tramutasse in un provvedimento immediato, costi quello che costi, per far sì che i lavori, che devono essere effettuati, possano svolgersi in notturna. Sicuramente i palermitani apprezzerebbero al di là di ogni ragionevole dubbio, anche se in politica non prevale mai la logica ma altri meccanismi. E confidiamo nel suo amore per questa città che non può essere soltanto valore dell’integrazione ma, soprattutto, rispetto per i suoi cittadini.
L’effetto traino della Lega che, negli ultimi sondaggi ha abbondantemente superato il M5S, si parla del 30,1 del partito di Salvini contro il 29,9 dei grillini (fonte Ipsos), sembra incidere anche sulla compagine di centrodestra. Secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto Swg se si votasse, oggi, il cdx avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato, superando ampiamente la soglia del 40 per cento.
Il sondaggio, infatti, parla di una coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che addirittura arriverebbe al 42,4 per cento, ottenendo 334 seggi per Montencitorio e 162 per Palazzo Madama, di cui 18 per la Camera e 2 seggi per il Senato in più della maggioranza assoluta. Un dato che consentirebbe, in teoria, di governare agevolmente senza dover ricorrere al solito assist trasversale o all’aiuto dei cosiddetti “responsabili”.
E questo è avvalorato, anche, dal fatto che all’appello mancano i 12 seggi della Camera e i 6 del Senato, che vengono assegnati nelle circoscrizioni estere e che, in parte, potrebbero andare al centrodestra. Quindi la forbice della maggioranza per il cdx potrebbe essere ancora più ampia.
E a questo punto chissà se Salvini, forte dei numeri, seppur virtuali, non vorrà capitalizzare e tentare lo strappo con Di Maio. Certo tutto questo non a breve termine, ma diciamo subito dopo le elezioni europee che si terranno il prossimo anno.
Il Palermo rischia di perdere anche lo stadio. La convenzione tra la società rosanero e il Comune, proprietario dell’impianto, è scaduta da almeno dieci anni e adesso il Consiglio comunale chiede spiegazioni e atti concreti prima di concedere un eventuale rinnovo ad altre condizioni.
In estrema sintesi, il Palermo gestisce il “Renzo Barbera” effettuando interventi di manutenzione straordinaria, che dovrebbero essere di pertinenza dell’amministrazione, e per questo motivo non paga ogni annuo i 300 mila euro di canone. Anzi, secondo il presidente rosanero Giovanni Giammarva “abbiamo effettuato alcuni lavori di manutenzione
straordinaria che, se sommati, portano la nostra società a essere in credito”.
Il Palermo ha proposto di rinunciare agli oltre 100 mila euro che avanzerebbe, pur di “chiudere una volta e per tutte la vicenda”. Ma la seconda commissione consiliare, che si occupa di Bilancio e Patrimonio, ha chiesto spiegazioni tanto che la fibrillazione tra viale del Fante e Palazzo delle Aquile è evidente.
I lavori, ha detto la dirigente del servizio Rosa Vicari al Giornale di Sicilia, “venivano autorizzati per una questione
di tempo: la questura ordina interventi nello spazio di 15 giorni, incompatibili coi tempi dell’amministrazione, altrimenti si sarebbe messo a rischio lo svolgimento delle partite” Ma ci sarebbe anche un problema legato alla pubblicità e alla gestione degli ingressi: “Bisogna adeguare il canone annuo – ha specificato Giulio Tantillo, componente di Forza Italia della commissione -. Una parte degli introiti della pubblicità e della gestione delle tribune deve essere affidata direttamente al sindaco che se deve invitare un ospite non può chiedere il permesso a qualcuno”.
Il presidente della commissione, il dem Giovanni Lo Cascio, sostiene che “l’interesse di tutti è trovare una soluzione e a questa bisogna lavorare. Senza pregiudizi e prese di posizione da parte di nessuno”. Più intransigente invece Mimmo Russo, consigliere del Gruppo Misto: “Non so cosa sono questi lavori che il Palermo Calcio dice di avere effettuato – ha spiegato al Giornale di Sicilia -. Chi ha autorizzato? Chi ha effettuato una verifica sulla congruità? Tutte domande che attendono una risposta convincente prima di procedere oltre”.
Il presidente della Regione siciliana Musumeci non usa mezzi termini e sul suo profilo facebook, in un video, minaccia di dimettersi e mandare a casa i 70 deputati dell’Ars. Il “casus belli” è il collegato alla finanziaria presentato dalla giunta regionale che, oggi pomeriggio, era in discussione in Aula e per il quale è stato chiesto e votato il ritorno del testo in Commissione bilancio. Una mossa, grazie anche al voto delle opposizioni, che ha mandato su tutte le furie Musumeci.
“Con questo collegato si può dare l’avvio alla stagione delle riforme, ma si è voluto quasi affossarlo, rimandandolo in Commissione soltanto per perdere tempo e deciderne la fine. Perché in Sicilia le riforme non si devono fare. Quando dalle parole si passa ai fatti, te li trovi quasi tutti contro”.
Infine l’ultimatum: “Io aspetterò che il ‘collegato’ torni in Aula per essere serenamente esaminato da tutti i gruppi parlamentari, sia quelli della coalizione di governo e che dall’opposizione. Una cosa è certa, se il Parlamento, sin dalle prime battute, dovesse mettersi di traverso sulla strada delle riforme, perché nulla debba cambiare, non ci sarebbe un solo motivo per cui io debba restare al mio posto di Presidente della Regione. Non mi interessa che rendermi utile al cambiamento di questa terra. Ecco qual è la scommessa. La partitocrazia più famelica che ha devastato questa regione forse non è stata mai sconfitta”.
E il video si conclude rivolgendosi ai siciliani. “Sentivo stasera il dovere di informarvi perchè i siciliani sappiano da che parte stiamo noi e da che parte stanno gli altri”. E l’attaccamento alla “seggiola” porterà, sicuramente, a miti consigli i deputati regionali che troveranno, come all’improvviso, una soluzione. Perchè, oggi, uno stipendio mensile per cinque anni è un privilegio al quale è difficilissimo rinunciare.
“A quando la richiesta di schedatura dei portatori di handicap? A quando quella degli omosessuali? A quando quella degli ebrei e dei musulmani? A quando quella degli iscritti ai sindacati o a partiti diversi dalla Lega e dai Cinquestelle?”. E’ l’ultima provocazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che attacca nuovamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che avrebbe deciso di avviare un censimento su i Rom, anche se la notizia sarebbe stata poi smentita.
“A Palermo – continua il primo cittadino – non sarà fatto alcun censimento né alcuna schedatura della popolazione Rom che risiede nel capoluogo siciliano, né quella di qualsiasi altro gruppo di cittadini”. E afferma: “che non vi è alcun presupposto giuridico perché si possa procedere in tal senso, ma anzi, a partire dalla Costituzione fino a qualsiasi normativa nazionale ed internazionale, sono vietati atti che in qualsiasi modo possano portare a discriminazioni su base etnica, religiosa, linguistica e culturale.”
“Al di là dell’assenza di presupposti giuridici – dice, infine, Orlando – credo però che vada sottolineato l’aspetto prettamente culturale e politico di quanto avviene in queste ore in Italia, con un ministro dell’Interno che straparla di ‘Asse italo-tedesco’ e si lancia in pronunciamenti che evocano le leggi razziali“.
L’Archivio Ignazio Moncada, nell’anno di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e di Manifesta 12 (biennale di arte contemporanea in programma nel capoluogo siciliano da giugno a novembre 2018) presenta un grande progetto dedicato all’artista (Palermo 1932 – Milano 2012) che documenta come, pur operando prevalentemente altrove, il legame con la Sicilia non si sia mai interrotto.
S’intitola “Attraverso Palermo”, parte dal capoluogo e tocca Bagheria e Castelbuono con un itinerario suggestivo tra palazzi storici, castelli medievali e ville nobiliari che custodiscono al loro interno opere o installazioni site-specific realizzate negli anni da Moncada. Un racconto per immagini che ricuce la narrazione della poetica dell’artista attraverso la sua ricca e articolata produzione in Sicilia.
“Attraverso Palermo” fa parte dei Collateral Events di Manifesta 12 ed è organizzato dall’Archivio Ignazio Moncada in collaborazione con la Fondazione Sicilia, il Museo Guttuso di Bagheria e il Museo Civico di Castelbuono. Conclude idealmente l’itinerario la mostra al Convento del Carmine di Marsala dal titolo “Ignazio Moncada. Attraverso il colore (23 giugno–4 novembre 2018), a cura dello storico dell’arte Sergio Troisi.
Bagheria, Villa Trabia. Stanza dell’Irrequieto, ceramica policroma 1995
“Si tratta – spiega Ruggero Moncada di Paternò, figlio dell’artista e direttore dell’Archivio – di un affascinante percorso che parte da Palermo e si spinge fino a Bagheria e Castelbuono alla scoperta delle opere realizzate da Ignazio Moncada in queste sue infaticabili esplorazioni di sempre nuovi linguaggi. Per l’occasione, solo su prenotazione tramite il sito www.ignaziomoncada.org, si potrà visitare per la prima volta in assoluto a Villa Trabia di Bagheria la “Stanza dell’Irrequieto”, camera rivestita da Moncada, nel 1995, in ceramica policroma da lui decorata. L’itinerario prosegue con il Museo Guttuso, che ospita alcune opere e una installazione, e con il Museo Civico di Castelbuono al quale di recente è stata donata l’opera dal titolo “La Maga Circe”. Infine Marsala, con la grande antologica che ripercorre 50 anni di pittura di Moncada”.
Raffaele Bonsignore, Presidente di Fondazione Sicilia: “Con Attraverso Palermo, Ignazio Moncada tocca due temi centrali per la Fondazione Sicilia: il primo è proprio la città, che passo dopo passo sta vincendo la scommessa iniziata con la sua nomina a Capitale italiana della cultura. E poi c’è il tema dell’arte contemporanea, tra evoluzione e dialogo. Un tema che con la città si intreccia e che, proprio da quest’anno, fa parte delle scommesse della Fondazione, che si è aperta anche a questi linguaggi significativamente proprio nel 2018”.
Del “sentimento del colore di Moncada” parla invece Sergio Troisi, lo storico dell’arte che ne ricostruisce e rilegge tutta la produzione riunita a Marsala: “Dalle astrazioni geometriche degli anni Sessanta, alle Trasparenze del decennio successivo; dalle Archeologie alla serie intitolata Alesa, che fornirà la grammatica-base alla pratica della Pont-Art (i grandi teloni montati sui ponteggi degli edifici milanesi in fase di restauro, il primo nel 1982, portico meridionale di Piazza Duomo), fino alla serie degli anni Novanta-Duemila, dedicate alla musica, danza e mito”.
Palermo, Palazzo Branciforte
L’itinerario di “Attraverso Palermo” sulle orme artistiche di Moncada include Palazzo Branciforte (Palermo), dove il soffitto della biblioteca restaurata da Gae Aulenti ospita dal 2012 un suo importante intervento murale di grandi dimensioni (28×8 mt) e, fino al 4 novembre, il bozzetto preparatorio; Bagheria (Pa) dove, oltre a Villa Trabia e alla già citata “Stanza dell’Irrequieto”, è proposta una tappa al Museo Guttuso, a Villa Cattolica (altra villa settecentesca). E’ qui che, insieme all’opera “Archeologie Astratte” (1979) inclusa nella collezione permanente, saranno esposte al piano terra tre grandi tele del ciclo “Le Rappresentazioni”, produzione del 2000 dedicata alle Metamorfosi del Mito e, nella gipsoteca, la scultura in ceramica “Il pallottoliere”; e Castelbuono (Pa), dove il Museo Civico con sede nel Castello Ventimiglia dal 27 maggio arricchirà la collezione permanente con l’acquisizione de “La maga Circe”, acrilico del 2002.
Al progetto “Attraverso Palermo” è dedicato un vademecum cartaceo ispirato al segno grafico di Moncada, al suo sentimento autentico per il colore, all’indole così essenzialmente gioiosa e giocosa di un artista “irrequieto” per indole e per (auto)definizione. Un pieghevole in carta pregiata che, oltre a contenere le istruzioni per l’uso dell’itinerario nei siti d’arte di Palermo, Bagheria e Castelbuono, si trasforma in un modellino 3D della “Stanza dell’Irrequieto” e infine in un manifesto: sul retro infatti è stampato il bozzetto originale del soffitto di Palazzo Branciforte. Il progetto grafico è dello Studio di Architettura Ruggero Moncada.
La Lega sorpassa il M5S in un sondaggio di Swg per il tg di La7, anticipato su Facebook dal direttore, Enrico Mentana.
Il partito di Salvini si attesta al 29,2% mentre Movimento cinquestelle è al 29%. Rispetto alla rilevazione dello scorso 11 giugno, i pentastellati perdono il 2,5% mentre la Lega cresce del 2,2%. Il Pd si posiziona al 18,8% in aumento di 4 decimali. Anche Forza Italia sale dello 0,6% e vale il 9,2%, mentre Fratelli d’Italia risale al 4,1% dal 3,9%.
La rincorsa di Salvini, come riporta il Fatto quotidiano, è iniziata la notte del 4 marzo scorso, con il Movimento 5 stelle (primo partito) e la Lega a fare da traino nella coalizione di centrodestra (prima forza politica). Ora, dopo oltre tre mesi di trattative per la nascita del governo l’impresa è compiuta. Secondo il sondaggio di Swg, infatti, il Carroccio è passato dal 17,4 per cento dei voti a più del 29, quasi un raddoppio. Segno che la gestione dell’emergenza migranti adottata dal neo ministro dell’Interno, a partire dal caso Aquarius e dalla chiusura dei porti alle Ong, ha incontrato il favore degli elettori. Complice l’esposizione mediatica, sia sui social network che nelle trasmissioni televisive, che ha permesso di dettare l’agenda.
Una linea dura, quella decisa da Salvini, rafforzata nelle ultime ore con la proposta di effettuare un censimento dei rom. Ma a pesare sul sorpasso del Carroccio, ai danni del Movimento 5 stelle, potrebbe essere anche l’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma, che ha coinvolto, fra gli altri, il super-consulente dei 5 stelle nella Capitale Luca Lanzalone. E Salvini ha beneficiato anche della lunga fase di trattative precedente alla nascita del governo con l’impresa di stringere un accordo con Di Maio senza spaccare la coalizione di centrodestra. E a strappare per sé una doppia poltrona, quella di vicepremier e di capo del Viminale, che gli permette di mantenere il controllo sull’esecutivo senza però trascurare i temi cari al suo elettorato.
E adesso chissà se Salvini, forte del consenso della Lega, non vorrà capitalizzare e tentare lo strappo con Di Maio. Certo tutto questo non a breve termine, ma diciamo subito dopo le elezioni europee che si terranno il prossimo anno.
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.AcceptRejectRead More
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.