Flavio Briatore contro il “cavallo di battaglia” dei grillini: “Il reddito di cittadinanza è una cazz…”. La presa di posizione durante l’assemblea di Federalberghi a Capri.
“Ci vorrebbero dei contratti stagionali e noi sostituirci al Governo: se il governo dà a un dipendente 700 euro di reddito di cittadinanza per non far niente, bisognerebbe che dessero la possibilità agli imprenditori di pagare la stessa cifra, gestire il lavoratore per aiutarlo a crescere e poi, se è bravo, dargli un contratto a tempo indeterminato”.
“Siamo un Paese – ha continuato Briatore – che vive sempre sulle sussistenze ma per vivere di sussistenza devi pagare e i soldi non ce l’hanno. La gente ha bisogno di lavorare, i ragazzi vogliono lavorare. Abbiamo un carico fiscale impossibile». E parla anche del salario minimo auspicando la creazione di “posti di lavoro prima di dare tutte queste garanzie minime e massime alla gente che poi si disinvoglia”.
Dunque, una bocciatura “tout court”che lascerà sicuramente uno strascico di polemiche, proprio a poche settimane dal voto europeo.
“La città di Palermo è unita contro leggi inumane che generano sofferenza e colpiscono i più deboli”. Il sindaco di Palermo Orlando ha portato la solidarietà a Biagio Conte per la vicenda che ha coinvolto Paul. Ne avevamo parlato su queste pagine (cliccare qui per leggere l’articolo).
Orlando, che era accompagnato dall’Arcivesco di Palermo Don Corrado Lorefice, si è recato alla “Missione di Speranza e Carità”, dove Biagio Conte sta continuando per protesta lo sciopero della fame contro il provvedimento di espulsione di Paul, il migrante 51enne che vive e lavora a Palermo da 17 anni.
“Siamo grati a fratello Biagio – ha detto Orlando – per avere richiamato con la sua forza e la sua delicatezza l’attenzione su un caso emblematico di ciò che leggi inumane possono causare quando si perde di vista i valori fondamentali del vivere comunitario”.
Infine, Don Corrado ha parlato “della vicinanza della comunità ecclesiale di Palermo e della Sicilia ad un impegno di umanità e civiltà. Una presenza che conferma la grande sintonia con la città e con l’impegno di Palermo nel ribadire il nostro essere comunità che rispetta e accoglie tutti e tutte, traendo da ciò la propria forza”.
Un gesto certamente nobile ma che, inevitabilmente, produrrà polemiche per un caso umano che tale dovrebbe essere e, quindi, affrontato e risolto senza alcuna strumentalizzazione. E il messaggio di Orlando a Salvini è fin troppo chiaro. Aspettiamo adesso, se ci sarà, la replica del ministro dell’Interno.
“Una storia bellissima. Ecco cosa è per me e per tutti gli italiani la storia di #ForzaItalia”.
Con un post su Fb il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e commissario regionale di F.I., in occasione della presentazione del libro di Fabrizio Cicchitto, “Storia di Forza Italia”, sferra un durissimo attacco verbale a Matteo Salvini. “Nella situazione politica italiana di oggi – si legge nel post – dove il #populismo urla e sbraita in modo violento per insinuarsi sempre di più tra le persone, Forza Italia dimostra ancora una volta di essere, da 25 anni, il vero porto sicuro dei moderati e liberali”. E conclude mandando un messaggio chiarissimo agli esponenti del partito democratico: “A chi mi chiede perché oggi preferirei fare accordi con il PD piuttosto che con #Salvini, rispondo che dal punto di vista politico persone più violente di lui non ce ne sono”.
Un’apertura ai democratici per tentare di arginare l’onda populista di Salvini che, all’indomani dell’esito elettorale delle europee, potrebbe scompaginare il quadro politico nazionale che avrebbero, inevitabilmente, delle refluenze all’Ars dove ad oggi non è presente alcun rappresentante governativo della Lega. Come dire…Salvini potrebbe battere cassa e chiedere a Musumeci un proprio assessore.
Un sondaggio che fotografa l’effetto boomerang del muro contro muro tra Salvini e Di Maio con particolare riferimento al caso Siri. Le due forze di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, sembrano essere penalizzate nel gradimento degli italiani.
Ciò malgrado l’analisi dell’istituto Ipsos per il Corriere della Sera, rimane positiva la valutazione sul governo di un italiano su due, mentre è negativa nel caso del 39% degli intervistati. Positivo anche il giudizio sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: il 53% degli italiani lo apprezza, contro il 37% di pareri negativi. Ovviamente il gradimento è più elevato tra gli elettori di Lega e Movimento 5 Stelle. Allo stesso tempo, scende il gradimento di Salvini e Di Maio: il leader della Lega è al 48%, quello del Movimento 5 Stelle solo al 32%.
Il premier Giuseppe Conte
L’Istituto demoscopico analizza poi il consenso dei leader attraverso un indice di gradimento e confrontando il dato odierno con quello di fine marzo, sottolineando un calo generalizzato nei principali esponenti dell’esecutivo. Perde un punto Conte, passando al 59%. Scende, in generale, anche il governo, al 56% (2 punti in meno). Calo più netto per Salvini (quattro punti in meno e 55%) e ancor di più per Di Maio, che perde sette punti e scende al 37%. La decisione di quest’ultimo di opporsi sempre più spesso alla Lega non paga a livello personale ma sta comportando una ripresa nelle intenzioni di voto per il Movimento 5 Stelle.
Il sondaggio di Ipsos prende in considerazione anche il giudizio degli italiani sul caso Siri: il 62% degli intervistati ritiene molto o abbastanza gravi le accuse nei confronti del sottosegretario leghista indagato per corruzione. Un parere trasversale a tutti i partiti, compresa la Lega (anche se, ovviamente, in misura minore). Il 71%, inoltre, ritiene che Siri dovrebbe dimettersi. E anche nella Lega i favorevoli sono il 41%, mentre i contrari il 42%. Secondo il 44% del campione, comunque, questa vicenda mette in discussione la credibilità della Lega nella lotta alla corruzione. Per quanto riguarda le tensioni nel governo, il 44% degli elettori ritiene che questa dipenda dalle prossime elezioni europee e che dopo il voto scomparirà. Il 35%, invece, sostiene che questi scontri comprometteranno la tenuta dell’alleanza di governo e tra i più pessimisti ci sono proprio gli elettori leghisti.
Una situazione, dunque, che secondo Ipsos, si scioglierà come neve al sole dopo le elezioni europee di maggio anche se l’idillio, se mai c’è stato tra Salvini e Di Maio, sembra essere ormai un lontano ricordo. E la “vendetta politica” del segretario della Lega, chissà, potrebbe essere servita come piatto freddo.
Tragedia in mare a largo delle acque maltesi a causa molto probabilmente delle cattive condizioni meteo. Un peschereccio iscritto al compartimento marittimo di Siracusa, lo “Zaira”, è affondato la notte scorsa. Morto uno dei componenti dell’equipaggio, recuperati altri due marittimi e un quarto, il comandante, manca all’appello. Il naufragio si è verificato intorno alle 4.
A quanto sembra, l’imbarcazione avrebbe colpito uno scoglio, iniziando poi a imbarcare acqua per poi capovolgersi. Due uomini, di 35 anni, hanno nuotato fino a riva, ma un terzo, di 29 anni, non ce l’ha fatta e il suo corpo è stato recuperato qualche ora dopo da una motovedetta.
In serata le unità di ricerca hanno ritrovato il corpo del comandante Luciano Sapienza, che era stato dato per disperso dopo l’inabissamento dell’imbarcazione.
(Fonte foto Fatti&avvenimenti.it) – (Fonte video RepTv)
Un vero e proprio boom di richieste per un’iniziativa che mesi fa sembrava essere una provocazione. E’ tutto pronto, dunque, a Sambuca di Sicilia per la vendita delle “case ad 1 Euro”, il progetto che ha conquistato la ribalta internazionale in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di vendere alcuni immobili abbandonati del centro storico al prezzo simbolico di 1 Euro a base d’asta.
Il progetto si inserisce all’interno delle numerose iniziative per la promozione del comune della Valle del Belice, che nel 2016 ha conquistato il titolo di “Borgo più bello d’Italia”, e che ha registrato negli ultimi tre mesi un vero e proprio boom di presenze turistiche, soprattutto dall’estero. Il progetto delle “case ad 1 Euro” ha dato un formidabile impulso anche al mercato immobiliare privato, con oltre cinquanta case già vendute, in particolare ad acquirenti stranieri.
Uno scorcio di un’abitazione a Sambuca di Sicilia
Alla presenza di un notaio e dei rappresentanti della stampa, mercoledì 8 Maggio alle 10.30, nella la sede di Palazzo Panitteri, si procederà all’apertura delle buste con le offerte pervenute da tutto il mondo: Stati Uniti, Giappone, Argentina, Norvegia, Russia, Israele, Ungheria e anche dai paesi Arabi. E’ bastato un servizio televisivo della Cnn (che potete guardare in basso) con le immagini di Sambuca, poi ripreso dai media italiani e internazionali, perché il Comune fosse intasato da centinaia di telefonate e da oltre 100 mila email provenienti da tutto il mondo, tanto da rendere necessaria la creazione di una task force per rispondere alle migliaia di richieste.
Le “case a 1 euro” diventeranno anche un format televisivo internazionale: il network “Discovery Channel” ha infatti inviato un’offerta per l’acquisto di una casa la cui ristrutturazione sarà seguita da una troupe tv e raccontata da un’attrice americana.
“Se non ci sono novità dai Pm entro 15 giorni mi dimetto”. Lo ha dichiarato in una nota il sottosegretario leghista Armando Siri sulle indagini che lo vedrebbero al centro di una presunta tangente.
“Dal primo momento ho detto di voler essere immediatamente ascoltato dai magistrati per chiarire la mia posizione. La disponibilità dei magistrati ad essere ascoltato c’è e confido di poterlo fare a brevissimo. Sono innocente, ribadisco di avere sempre agito correttamente, nel rispetto della legge e delle istituzioni, e di non avere nulla da nascondere. Proprio per questo, vivo questa situazione con senso di profonda amarezza”.
“Confido che una volta sentito dai magistrati – scrive ancora nella nota Siri – la mia posizione possa essere archiviata in tempi brevi. Qualora ciò non dovesse accadere, entro 15 giorni, sarò il primo a voler fare un passo indietro, rimettendo il mio mandato, non perché colpevole, bensì per profondo rispetto del ruolo che ricopro”.
Un gesto che di fatto ha il sapore tutto politico per una mossa sicuramente concordata con Salvini che, nei giorni scorsi, aveva detto chiaramente che Siri sarebbe “rimasto al proprio posto perchè le sentenze non le fanno i politici ma i giudici nelle aule giudiziarie”. E il countdown delle europee sembra accelerare vorticosamente una battaglia che, dopo il 26 maggio, deciderà il destino del governo giallo-verde.
Infine la decisione, di questi minuti, del premier Conte che ha annunciato di voler ritirare la delega a Siri al prossimo consiglio dei ministri. Praticamente il foglio di via per il fedelissimo di Salvini. Adesso, dunque, non resta che aspettare l’esito elettorale e l’inevitabile, forse, “vendetta politica” di Salvini, in caso di vittoria della Lega, all’indirizzo dell’alleato Di Maio.
“Per il M5S, nonostante Di Maio faccia finta di abbaiare, #Siri non è un problema. Ascoltate il sottosegretario, #Sibilia. Il suo commento a#CircoMassimo è da incorniciare”. Con un post su facebook l’ex braccio destro in Sicilia di Matteo Renzi e oggi senatore del Pd, Davide Faraone le manda a dire al sottosegretario grillino, Carlo Sibilia. Faraone ha pubblicato l’audio (ascoltate in basso) di Sibilia che sul caso Siri afferma: “Deve dimettersi, ma se non lo fa niente crisi”. E l’affondo del senatore del Pd: “Insomma, #PrimalePoltrone, alla dignità ci pensiamo poi”.
Lavora e vive in Italia Paul il migrante ghanese di 51 anni al quale è stato notificato un provvedimento di espulsione e contro il quale Biagio Conte ha iniziato uno sciopero della fame.
“Sto seguendo costantemente e attentamente con l’Assessore Giuseppe Mattina che cura tra gli altri i servizi anagrafici, la vicenda di Paul – ha affermato il sindaco Orlando che è intervenuto sul caso – anche in contatto con i suoi legali. Credo che si debba e si possa trovare una soluzione, come in tanti anche a livello istituzionale stiamo cercando di fare”.
“L’indignazione e l’ubbidienza costituzionale contro un sistema legislativo ingiusto si uniscono all’impegno a fare tutto quanto è possibile per garantire diritti e dignità di Paul e dei tanti Paul vittime di una normativa inumana”.
“E’ quanto l’Amministrazione comunale sta facendo con il regolare avvio di procedure di iscrizione anagrafica di 200 richiedenti in piena ‘obbiedenza costituzionale’. Per quanto di competenza comunale – ha concluso Orlando – proseguiremo su questa strada. Tutto ciò ovviamente insieme alla solidarietà per Paul e per fratel Biagio al quale chiediamo con affetto di sospendere lo sciopero della fame.”
E il sostegno è anche arrivato dall’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che ha parlato di un “provvedimento effetto di decreti disumani. Chi viene qui e viene nel segno di un bisogno di pace e di pane e non fa male a nessuno dopo anni di accoglienza, di bene fatto alla convivenza dei palermitani, non è giusto che sia ricacciato a casa”.
Ritorna lo spettro di un possibile “default” per l’Amat, l’azienda partecipata del Comune che già da tempo naviga in brutte acque, finanziariamente s’intende. Proprio quasi un anno fa ne avevano parlato (clicca qui per leggere) perchè il presidente dell’epoca, Antonio Gristina, aveva inviato una lettera ai dipendenti Amat per dire che soldi per gli stipendi non ce ne erano. Questa volta, però, la gatta da pelare tocca al nuovo presidente Michele Cimino. A denunciare il fatto è la consigliera comunale a Sala delle Lapidi dell’Udc, Sabrina Figuccia che attacca il sindaco di Palermo Orlando.
“Un primo maggio amaro per i dipendenti dell’Amat – afferma la Figuccia – che invece di onorare la Festa dei Lavoratori hanno dovuto stringere la cinghia, rimanendo con i conti in rosso, non si sa ancora fino a quando. La mancata erogazione degli stipendi, mai accaduta con il nuovo management, torna tristemente alla ribalta e se a questo si aggiunge il nuovo piano triennale, le preoccupazioni crescono. In questi giorni è infatti stato ufficialmente trasmesso il piano di risanamento 2019/21″.
“Un piano – continua l’esponente dell’Udc – molto dettagliato che riporta al suo interno dati allarmanti che potrebbero addirittura minare la continuità aziendale mettendo a rischio i livelli occupazionali, come messo nero su bianco sul piano in questione. L’azienda lo dichiara espressamente, occorrono nuovi capitali, altrimenti a farne le spese saranno come sempre i lavoratori, con quelli che vengono definiti dalla stessa azienda ‘provvedimenti difficili e impopolari’. Si andrebbe dalla riduzione del costo del lavoro, alla seria difficoltà di ‘mantenimento dell’attuale organico aziendale’.
“In parole semplici – conclude la consigliera comunale – si passerebbe dal taglio dei salari ai licenziamenti se il Comune di Palermo non aprirà le casse che, al momento, sono decisamente asfittiche, forse a cause dei troppi sprechi e delle eccessive scelte sbagliate compiute finora dall’eterno sindaco Orlando”.
Adesso la passa più che a Orlando passa a Cimino che dovrà convincere il sindaco ad aprire i cordoni della borsa per evitare che la situazione possa degenerare in una Palermo dove la “lista” di problemi è infinita. Primo tra tutti quello della Rap che, in materia di differenziata come abbiamo più volte scritto (clicca qui per leggere), non brilla per efficienza. I dati parlano chiaro. Non resta, dunque, che aspettare sperando che i tempi non siamo biblici e che ai lavoratori dell’Amat possano essere erogati al più presto gli stipendi.
La replica del presidente dell’Amat Michele Cimino:
Il presidente dell’Amat Michele Cimino
“Soltanto un piccolo ritardo nei trasferimenti delle risorse finanziarie nelle casse dell’Amat, in concomitanza del lungo ponte pasquale, ha fatto slittare il pagamento degli stipendi a domani, 3 maggio. Nessuna volontà di ‘non onorare la Festa dei lavoratori’, come erroneamente scrive in una nota la consigliera Figuccia, perché l’azienda e l’amministratore unico tengono ai lavoratori. Noi andiamo avanti grazie all’impegno quotidiano e serio di tutti i dipendenti dell’Amat, che potranno solo aumentare e non diminuire. Il Piano di risanamento serve a rilanciare e riorganizzare l’azienda, ed è un elemento necessario per scongiurare una crisi”.
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