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“Non  possiamo legittimare l’arroganza di chi pensa che essere primi alle elezioni significhi avere diritto a diventare tutto. Il mandato del Pd è rafforzare la democrazia italiana. E non possiamo neanche immaginare ad un governo politico guidato da Di Maio o Salvini sostenuto dal Pd”.

E’ il duro attacco di Antonio Rubino dei PartigianiDem, che entra a gamba tesa nel dibattito delle alleanze trasversali per la formazione del nuovo governo, attualmente in una fase di stallo. L’esponente dei partigiani del Pd ha preso questa posizione, nel corso del tour che sta svolgendo sul territorio dei circoli del partito democratico.

“Dobbiamo riflettere sul voto, che non fa dei cinquestelle parte della famiglia della sinistra – aggiunge Rubino – ma che ci pone il problema di recuperare ampie fasce sociali e in particolare il ceto medio impoverito del mezzogiorno. Nel fare questo dovremo riflettere sui nostri limiti, perché anche noi abbiamo spesso pensato e operato così, anche se con più rispetto dei nostri interlocutori e delle istituzioni”.

E conclude ribadendo la necessità di porre una seria riflessione “ma senza abiure, perché la sconfitta non sta solo nelle liste, ma anche nell’impressione che abbiamo dato di governare senza alcuna visione, soprattutto dopo la sconfitta referendaria”.

E’ di fatto un’apertura di accordo con i cinquestelle, quella che chiede il sindaco Leoluca Orlando, anche se nei mesi scorsi aveva parlato di “derive populiste” riferendosi proprio al M5s.

“L’Italia e gli italiani hanno necessità di avere un governo – dice Orlando -. Il Pd ha necessità di recuperare identità ed organizzazione, rafforzando il rapporto con i cittadini e con i territori e proseguendo in una azione politica di attenzione ai diritti di tutti e alle fasce deboli e ai mezzogiorni di Italia. Su queste premesse il Pd può certamente partecipare ad un confronto programmatico con il partito 5 stelle su alcune priorità utili al Paese. Ma se tale confronto dovesse registrare contrasti e divisioni tra gli attuali gruppi dirigenti, anche su un eventuale sostegno esterno e su precise scelte programmatiche, è preferibile evitare di compromettere ulteriormente la credibilità e la fiducia da parte degli aderenti e degli elettori”.

E conclude dicendo: “Ciò che sento è il dovere di esprimere un invito a tutti, proprio a i tutti i dirigenti nazionali, all’unità, superando ogni personalismo che costituisce un male che ha prodotto e rischia anche nel futuro di produrre danni al partito e agli interessi del nostro paese.”

“I giornali di oggi dicono che lunedì lascerò Berlusconi? Capisco perché vendano sempre di meno. Non è vero che accadrà, non vedo perché dovrei cambiare idea ogni quarto d’ora: non faccio come Renzi o Di Maio”. A dirlo è Matteo Salvini, leader della Lega che smentisce categoricamente l’ipotesi di lasciare per strada Berlusconi, dando per morto qualsiasi accordo tra M5S e Pd.

“Mi presento alle elezioni con una squadra e vado avanti con quella squadra – aggiunge Salvini -. Lasciare Berlusconi non è l’unica strada per fare il governo: non cedo a veti, controveti e capricci. Il centrodestra ha vinto con un programma comune e siamo ben disponibili a dialogare con i secondi arrivati ma non con i terzi”.

 

“Se Mattarella regala agli italiani una settimana di telenovela su Renzi e Di Maio non so cosa possono scrivere i giornali per una settimana. E così riempiono le pagine con ipotesi non vere che ci riguardano”. Quindi la situazione politica è ancora in fase di stallo, malgrado siano state annunciate “aperture” a vario titolo, rispetto al mandato esplorativo di Fico. E a questo punto non resta che aspettare Mattarella…

E’ un fiume in piena, inarrestabile, quello che da oggi sta “inondando” la bacheca facebook di Luigi Di Maio. La base grillina in rivolta contro il suo pupillo e su twitter i militanti del Pd rilanciano l’hashtag #senzadime

“Onorevole Di Maioscrive Evase il M5S farà accordi col Pd stavolta il tradimento non passerà indenne, verremo tutti a Roma e vi sbatteremo fuori tutti, sul serio, voi compresi. Traditori”. “Al bar stamattina invece del caffè chiedevano le scatolette di tonno. Impostori”, le fa eco Alessandra. “Prima insulti il Pd per il suo mal governo e adesso inciuci solo per la poltrona”, punta il dito Simone.

E sono innumerevoli i commenti di chi giura di non votare mai più il Movimento: “Per quanto mi riguarda, mai con il Pd scrive Cosimo i suoi massimi dirigenti hanno sempre inciuciato con Berlusconi. Spero si tratti solo di tatticismo per convincere Salvini, se questo non fosse possibile meglio andare al voto oppure all’opposizione”.

“Stiamo tradendo il risultato elettorale denuncia Andrej -. Stiamo inciuciando con il Pd! Il M5S sta morendo. Svegliatevi e ribellatevi elettori con due stelle sugli occhi”.

“Ha ragione Salviniscrive un altro attivista pentitogratti grillino e trovi piddino. Vergogna”. E sono diversi i commenti che guardano con favore al Carroccio, annunciando un cambio di casacca in cabina elettorale. Qualcuno va giù durissimo, dando a Di Maio del “Giuda” e del traditore.
Tra questi Ivan: “Tra poco andrai ad elemosinare voti anche ai kebabbari – attacca – che figura avete fatto. Per quanto io possa odiare Renzi, mi auguro ti umilii fino a farti dire basta con la politica”.

Certo sempre di social si tratta, ma se il consenso “democratico” della rete è per i cinquestelle l’espressione maxima, da domani potrebbe essere il loro boomerang.

“Per quello che mi riguarda personalmente anticipo che non voterò Liberi e Uguali. Una scelta maturata con delusione e amarezza, dopo i metodi adoperati per la composizione delle liste e per il silenzio che ha accompagnato le critiche che abbiamo mosso in questo passaggio politico”.

E’ la dichiarazione di “non voto” di Ninni Terminelli, presidente dell’associazione Sinistra delle idee, approdato ad Articolo1 e vicino al movimento di Piero Grasso, “Liberi Uguali”, da cui nei giorni scorsi aveva preso le distanze per il metodo di selezione dei candidati alle politiche del 4 marzo. L’esponente storico della sinistra palermitana, come scritto dal nostro magazine, aveva lanciato una nuova proposta politica: “Gli Scontenti”. Una sorta di contenitore che raccoglierebbe uomini e donne di sinistra, figli di quel malumore che ha portato, nei fatti, ad una spaccatura di quell’area politica.

Una lacerazione in cui non sono mancate le faide e le lacerazioni interne, causate anche dall’ingresso, nel Partito democratico, del sindaco Orlando.

E proprio ad Orlando, come si legge nel profilo FB, Terminelli dà un assist che, tradotto dal politichese ad una lingua più convenzionale, potrebbe far presagire il ritorno dell’ex retino nelle fila del Pd? Fantapolitica. Chissà?

Un segnale nei confronti del professore, confermato anche dalle parole dello stesso Terminelli, che alle scorse comunali si era candidato in una lista coalizzata con Orlando, che dice: “Auspico tuttavia che come a Palermo con Leoluca Orlando e nel Lazio con Zingaretti possa presto nascere un nuovo centrosinistra italiano che riunisca tutti, inclusa la forza politica di Liberi e Uguali”.

Anche se, va detto, che le posizioni del neo movimento “Gli Scontenti”, lanciato da Terminelli, non si identificherebbero con un singolo partito: “Nei prossimi giorni annunceremo ufficialmente la posizione dell’area politica de Gli Scontenti per le elezioni Politiche del prossimo 4 marzo. Sarà una posizione trasversale, proprio perché la nostra intende essere un’area di indipendenti di coalizione e non di un singolo soggetto politico”.

In politica, comunque, mai dire mai anche perchè lo stesso Orlando aveva dichiarato: “ve lo devo dire in aramaico che non mi ricandido”. E, invece, poi lo ha fatto. Quindi tutto è possibile anche sotto l’ala e la benedizione dell’ex fondatore delle Rete.