di redazione. Anziani fragili, persone diversamente abili, bambini complessi, stranieri emarginati e, più in generale, uomini e donne di diverse età e provenienza culturale, spesso lasciati ai margini della società. Ne sentiamo parlare in tv, sui giornali, o alla radio, ma sono come degli  “invisibili”. Di quelli che fanno notizia solo per qualche minuto e poi cadono giù nel dimenticatoio.
Un “libro” che si sfoglia velocemente e si ripone allo stesso modo sullo scaffale. Invece, basterebbe rimettere in gioco le vite di chi momentaneamente le ha perse o le cerca ancora, con l’avvio di un percorso educativo e di inclusione sociale.
Ed è proprio questo il senso del progetto Un’incantevole grande età”, nato grazie alla collaborazione fra la cooperativa sociale “Nuova Socialità Onlus”, l’associazione “Educazione al Benessere” e l’associazione culturale Néon di Catania.
Un’iniziativa, che è stata presentata nei giorni scorsi a Roma, anche per far conoscere nella capitale, l’impegno più che ventennale di Nèon a partire dal “Teatro delle diversità”, creato in Sicilia da Monica Felloni e Piero Ristagno.
Il progetto, inserito nell’ambito delle iniziative dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, ha visto la realizzazione di un laboratorio, di uno spettacolo teatrale e di un video-documentario, per testimoniare la condivisione e lo scambio di esperienze di vita tra diverse generazioni: esperienze che, nel desiderio dei suoi promotori, hanno come obiettivo una società fondata sulla dignità di ogni essere umano.
Un modo per far sì che quel “libro”, di cui parlavamo prima, possa rimane più a lungo aperto e non impolverato nello “scaffale” della nostra indifferenza.
(Per informazioni sull’attività di Nèon: (www.associazioneculturaleneon.it)

 

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