di Gaetano Càfici Io sono figlio della libertà e lo resterò per sempre”. La prende così il Presidente della Regione Crocetta alle parole del capogruppo del Pds all’Ars Roberto di Mauro, secondo cui “una nuova maggioranza politica mette con le spalle al muro Crocetta con l’obiettivo di imprigionarlo ed imbrigliarlo”.

“Deve ancora nascere chi mi metterà con le spalle al muro”. Ribatte sonoramente ! “Forse ancora non mi conoscono molto bene negli ambienti politici. Chi pensa che io possa restare imbrigliato in strane maggioranze si sbaglia di grosso”. E poi passa al rito della citazione : “i sufi sono figli della libertà come me e dicevano ‘Dio mio, il giorno del giudizio fammi risorgere incatenato’. In altre parole mi pongo il problema di autolimitarmi la libertà perché sono un uomo molto libero, figuriamoci se mi faccio trattenere dall’esterno”. Ma qui supera se stesso ! “Una cosa è certa  non ho mai accettato le imposizioni nella mia vita, sono sempre stato aperto a ogni confronto o discussione. E sbaglia chi pensa che io mi faccia incatenare. Nessuno immagini che dentro un accordo istituzionale ampio io possa essere schiacciato”.

Più che figlio della libertà, concetto nobile, assolutamente serio, e  poco assimilabile, se non demagogicamente, ad un contesto politico, direi che Crocetta è l’esatto opposto del mio figlio delle stelle, ma non quello canzonettaro.Vi racconto la storia. Esisteva veramente un figlio delle stelle che nelle serate estive di molti anni fa, guardava il cielo e mi raccontava il domani. Mi diceva del bello e del cattivo tempo. Era un pescatore. Io lo ascoltavo rapito dalla sua voce roca, dalle sue mani che sembrano cucite dalle reti che ogni sera all’imbrunire andava a calare assieme alle sue nasse. Mi parlava del vento, del maroso, e di quanto il mare poteva dare la vita ma allo stesso tempo servire la morte. Ero un giovane ragazzo che gli voleva bene. Una mattina, dopo averlo visto partire la sera prima per la sua battuta di pesca, lo aspettai come facevo sempre sulla spiaggia di Puntaraisi. Ma non tornò più.  Lui per me è il vero figlio della libertà e delle stelle. Libertà che mi piace coniugare anche con la parola umiltà.  Presidente Crocetta, quando può, ascolti il rumore del mare e sentirà la voce di libertà del mio caro amico pescatore: figlio delle stelle e del suo mare. 
 

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