Mi piace sempre paragonare la nobile “arte” del tennis alla politica, ma ovviamente con i doverosi distinguo. Nel gioco della racchetta, infatti, esistono tante variabili: dal campo in erba a quello sintetico, dallo stile che ogni giocatore imprime personalizzando tecniche specifiche quali il rovescio, il pallonetto, il famoso servizio “Ace” (tanto per capirci quello che il giocatore mette a segno senza che l’altro abbia il tempo di rispondere).

Ma non voglio farvi una lezione di tennis. Quello che, invece, è assolutamente imprescindibile in questo sport, tranne casi eccezionali, è la disciplina che ne fa una competizione agonistica forse unica. Elemento quest’ultimo che sicuramente non appartiene alla politica e che può essere il primo distinguo. E allora direte, quale affinità possono esserci con il tennis? Una ci sta tutta ed quella dell’ultimo “servizio”, nell’ultimo set da giocare.

La politica gioca sempre la sua partita nell’ultimo “set” e come nel tennis, quando il giocatore crede di avere la palla del match, all’improvviso lo scenario cambia. E ritornando nei meandri della politica, oggi lo scenario, alla luce di un possibile ritorno alle urne, riapre di fatto quella “partita” che per molti, dalle parti di Montecitorio, credevano sepolta almeno per cinque anni.

Tornano quindi a respirare l’odore del manto erboso di un “campo da gioco”, i “trombati” eccellenti siciliani che dopo la sconfitta ultime elezioni nazionali, avevano sepolto il sogno di diventare onorevoli. Da Francesco Cascio, recordman di preferenze ai tempi d’oro di Forza Italia a Saverio Romano, democristiano e ex cuffariano doc, da Fabio Giambrone, fresco di tessera Pd e uomo fedele da sempre del sindaco Orlando a Antonello Antinoro ex assessore regionale e anch’egli democristiano di lungo corso. E anche il rais di voti all’Uditore, Giulio Tantillo, capogruppo del partito azzurro al Comune, che da uscente è stato battuto dal vento grillino.

Certo non sarà facile raccattare le palle da bordo campo, ma siamo certi che un’occasione così ghiotta non se la lasceranno scappare. Sempre che gli spazi non vengano presi da altri pretendenti. E allora sarà opportuno mettersi in “lista d’attesa”.

 

 

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