La quarta ondata è già arrivata nel nostro paese e la curva dei contagi sta iniziando a risalire. L’allarme viene soprattutto dalle regioni più colpite che avrebbero allertato il governo, nell’ipotesi più che concreta di un peggioramento della situazione, proprio a ridosso delle prossime festività natalizie.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti è stato chiarissimo: “Chiederemo al governo come regioni, che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto. Se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati – continua Toti – le misure che devono essere prese, lo devono essere solo per i non vaccinati, non certo per chi ha fatto fino in fondo il proprio dovere”. E aggiunge: “Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale. Chi no, con il tampone potrà solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili, ma non frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e quella altrui”.

A questa presa di posizione si è aggiunta anche quella del governatore del Friuli Venezia Giulia, che non esclude l’idea: “Nel caso in cui dovessimo andare verso una zona arancione, e da quella in su, penso che il prezzo delle chiusure non lo possano pagare i vaccinati, che hanno difeso se stessi e gli altri, partecipando alla campagna vaccinale”.

Sono invece dubbiosi i presidenti di Emilia Romagna e Lombardia. Stefano Bonaccini dice: “Dovremo discuterne ma credo che la prima cosa da fare sia quella di proseguire con le vaccinazioni”. E Attilio Fontana: “Non nascondo di essere perplesso per il rischio di tensioni sociali”. 

Il no secco, invece, del governatore del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale il modello austriaco sarebbe difficile da applicare nel nostro Paese dal punto di vista costituzionale. E anche il leader della Lega, Matteo Salvini è contrario: “Mi rifiuto di pensare al lockdown. Rivedere le regole del green pass visto l’aumento dei contagi? No a nuove chiusure e nuove limitazioni”.

E Giorgia Meloni di Fdi: “Siamo la nazione che ha usato il green pass in modo più energico: mi sarei aspettato che a fronte di quella scelta non si sarebbe parlato di nuove restrizioni. Qualcosa non ha evidentemente funzionato. La campagna di vaccinazione non ferma il contagio: servono altre norme di sicurezza sui mezzi pubblici”.

E’ invece totalmente per il sì, Matteo Renzi: “Stanno aumentando purtroppo i casi, probabilmente qualche Regione andrà in zona gialla, mi piacerebbe che l’Italia adottasse lo stesso metodo dell’Austria:  cioè vanno in lockdown solo quelli che non hanno fatto il vaccino, sennò tutti dovremmo pagare le conseguenze di chi non l’ha fatto. Vorrei che chi ha fatto il vaccino potesse non avere restrizioni”.

Adesso la palla passa al presidente del consiglio Mario Draghi, che oltre a cercare di utilizzare tutti gli strumenti per deviare l’attenzione dal tema che sembra per adesso incombente: quello della ridda di nomi sul prossimo presidente della repubblica, deve fare i conti con i numeri del covid che salgono e la prospettiva, non peregrina, di un lockdown mirato che, ad oggi, non sembra più un tabù ma una concreta possibilità. E la scelta non sarà facile ma sicuramente non è possibile che a pagare sia la maggioranza di italiani responsabili, contro una minoranza, invece, di irresponsabili.

(fonte foto nurse24.it)

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