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di redazione. In una terra complicata come la nostra, che il grande Sciascia definiva “irredimibile” (nessuno potrebbe opinare diversamente) e dove la normalità può essere tranquillamente assimilabile al caos, dodici “talenti”, invece di fuggire via come dei migranti al contrario, diventano ‘network’.

Una squadra di incoscienti o di lucidi visionari che hanno visto la “luce?” Vi ricordate l’indimenticabile John Belushi nel film The Blues Brothers ?
In effetti, in un contesto economicamente degradato come il nostro e sul confine del baratro ci vuole molto coraggio a rimettersi in gioco. Parole forti le nostre, ma che corrispondono ai dati che giornalmente leggiamo: Pil in discesa, crollo dei consumi, produzione ferma, sistema di accesso al credito ingessato e quant’altro.

In questo quadro, che definire apocalittico è forse anche riduttivo, l’idea di un progetto di un gruppo di persone, assieme a realtà imprenditoriali locali, rivolto a iniziative di startup e servizi alle imprese, potrebbe sembrare al momento una “sana follia”, ma in fondo è anche una buona notizia. Anzi un’ottima notizia. Significa che la voglia di fare c’è e piangersi addosso, noi lo sosteniamo da sempre, non è il modo per affrontare quello che è diventato un eterno tormentone: la crisi !

Quindi il “Consorzio network dei talenti”, che ha preso il volo da qualche giorno e che aderisce all’Unicoop (Unione italiana cooperative), può essere, nell’ambito del settore cooperativistico, un valore aggiunto. Un progetto con il quale si mette in campo un sistema di reti umane, professionali e di idee innovative, per il futuro e lo sviluppo della Sicilia.
Dimenticavamo ! a capitanare questa nave di “matti” è Ninni Terminelli che, ovviamente, non ha bisogno di presentazione.

di redazione. Anziani fragili, persone diversamente abili, bambini complessi, stranieri emarginati e, più in generale, uomini e donne di diverse età e provenienza culturale, spesso lasciati ai margini della società. Ne sentiamo parlare in tv, sui giornali, o alla radio, ma sono come degli  “invisibili”. Di quelli che fanno notizia solo per qualche minuto e poi cadono giù nel dimenticatoio.
Un “libro” che si sfoglia velocemente e si ripone allo stesso modo sullo scaffale. Invece, basterebbe rimettere in gioco le vite di chi momentaneamente le ha perse o le cerca ancora, con l’avvio di un percorso educativo e di inclusione sociale.
Ed è proprio questo il senso del progetto Un’incantevole grande età”, nato grazie alla collaborazione fra la cooperativa sociale “Nuova Socialità Onlus”, l’associazione “Educazione al Benessere” e l’associazione culturale Néon di Catania.
Un’iniziativa, che è stata presentata nei giorni scorsi a Roma, anche per far conoscere nella capitale, l’impegno più che ventennale di Nèon a partire dal “Teatro delle diversità”, creato in Sicilia da Monica Felloni e Piero Ristagno.
Il progetto, inserito nell’ambito delle iniziative dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, ha visto la realizzazione di un laboratorio, di uno spettacolo teatrale e di un video-documentario, per testimoniare la condivisione e lo scambio di esperienze di vita tra diverse generazioni: esperienze che, nel desiderio dei suoi promotori, hanno come obiettivo una società fondata sulla dignità di ogni essere umano.
Un modo per far sì che quel “libro”, di cui parlavamo prima, possa rimane più a lungo aperto e non impolverato nello “scaffale” della nostra indifferenza.
(Per informazioni sull’attività di Nèon: (www.associazioneculturaleneon.it)