La paura di possibili elezioni anticipate avrebbe portato Silvio Berlusconi a non osteggiare più un possibile patto di governo tra la Lega e il movimento cinquestelle. Sembra proprio che il vento sia cambiato a poche ore dalla decisione di Mattarella di formare il governo di “tregua”. Anche le parole di Di Maio fanno pensare che il lavoro dei “pontieri” sia stato proficuo, con l’obiettivo di chiudere la partita in tempi brevissimi.

Il designato premier grillino, come all’improvviso, sembra aver cambiato idea su Berlusconi, con un’affermazione che smentisce, di fatto,  quanto dichiarato da sempre: “Lui è il meno responsabile di questo stallo e non c’è alcun veto, la colpa è di altri”. E questi colpevoli avrebbero nomi e cognomi: Salvini, Renzi e Martina.

Tutto questo porterebbe ad un ragionamento semplice. Lo sdoganamento di Mr. B. da parte di Di Maio, consentirebbe un ammorbidimento dello stesso Berlusconi nei confronti dei grillini e, quindi, anche la possibilità di Forza Italia a votare un governo Lega-M5S. Il problema sarà, invece, sui temi che si affronteranno in parlamento ma anche qui l’escamotage è pronto: l’ex Cavaliere su alcuni provvedimenti potrebbe votare favorevolmente e su altri potrebbe astenersi o votare contro, non pregiudicando la tenuta della maggioranza.

A questo punto non resta che aspettare le 17 di oggi e vedere se Mattarella concederà ancora tempo o andrà dritto per lapropria strada, nominando il governo di “tregua”.

 

 

 

 

 

 

 

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