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I casi relativi al contagio da coronavirus, che sono stati monitorati nelle 9 province siciliane e aggiornati a questo pomeriggio, vedono Catania e Palermo con i casi più elevati rispetto al resto dell’isola. I dati sono stati trasmessi dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 97 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 73 (20, 4, 6); Catania, 500 (174, 21, 38); Enna, 245 (139, 1, 11); Messina, 300 (128, 14, 23); Palermo, 255 (76, 24, 11); Ragusa, 40 (7, 3, 3); Siracusa, 76 (40, 24, 6); Trapani, 78 (24, 1, 2).

Si attende, comunque, il picco dei contagi che dovrebbe avvenire, secondo quanto più volte affermato dagli esperti, nella parte finale del mese di aprile.

“Situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo richiedono risposte straordinarie”.

E’ l’appello-denuncia lanciato da oltre settanta sindaci siciliani al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, attraverso un documento che contesta le misure prese dal governo nazionale per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
La lettera, che ha raccolto consensi trasversali tra i primi cittadini dell’Isola, definisce i provvedimenti governativi “illusori e palesemente insufficienti”. Critiche ai 4,3 miliardi stanziati, bollati come un anticipo dovuto ai comuni, ma anche alla cifra di 400 milioni che per gli amministratori locali dell’Isola non consentirà di “rispondere adeguatamente alle necessità di quasi ottomila comuni su tutto il territorio nazionale”.
L’epicentro della protesta delle fasce tricolori è la provincia di Messina dove il primo firmatario Matteo Francilia, sindaco di Furci Siculo, ha raccolto numerosissime adesioni.

“Il vasto consenso al documento – spiega Francilia – dimostra che questa non è una battaglia di una parte politica ma di tutti gli amministratori locali che in questo momento drammatico sentono il dovere di dare risposte concrete ai loro cittadini sia nel campo della tutela della salute pubblica sia nel fronteggiare l’emergenza socio economica”.

Non soltanto sindaci del Messinese, perché fra i primi firmatari vi sono anche diversi sindaci di comuni del Catanese, con il testa il primo cittadino di Catania Salvo Pogliese, ma anche di altre province. Quella dei sindaci – sottolinea Pogliese – è una iniziativa importante che propone una piattaforma organica di proposte finalizzate a sostenere gli enti locali che rischiano di essere i terminali di questa drammatica situazione e di subire gravi problematiche aggiuntive in termini di introiti di bilancio: infatti, dobbiamo dare le prime immediate risposte ai cittadini, ma avremo i bilanci massacrati in termini di tributi locali e addizionali. Lo Stato – prosegue – deve pensare misure compensative che certamente non possono essere rappresentate dai 400 milioni di aiuti che serviranno per non più di due settimane”.
Oltre alla protesta c’è però anche la proposta. Sul tavolo del Premier i sindaci siciliani mettono, infatti, una serie di proposte concrete a cominciare dalle misure di natura economico finanziaria come il rimborso Imu 2020, la possibilità di utilizzo avanzi in spesa corrente o l’estensione della moratoria sui mutui anche ai prestiti contratti dagli enti locali con la Cassa deposito e prestiti. Non mancano poi le richieste per il potenziamento dei servizi sociali, dei poteri ai primi cittadini per il controllo dell’ordine pubblico, e per una decisa azione di semplificazione amministrativa.

“La critica fine a se stessa non serve a nessuno – aggiunge Francilia – abbiamo inviato al Presidente del Consiglio le nostre proposte concrete per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di essere realmente una prima linea efficace nel fronteggiare l’emergenza.
“Dalla capacità del Governo del Paese di rispondere prontamente e concretamente e con la massima trasparenza al grido di aiuto degli enti locali e dei cittadini ma anche delle imprese e dei lavoratori dipenderà la tenuta sociale ed economica del sistema Italia”, concludono i sindaci siciliani.

I firmatari

Matteo Francilia Sindaco di Furci Siculo

Salvo Pogliese Sindaco di Catania

Francesco Di Giorgio Sindaco di Chiusa Sclafani

Salvatore Gallo Sindaco di Palazzolo Acreide

Anastasio Carrà Sindaco di Motta Sant’Anastasia

Sebastiano Oliveri Sindaco di Aci Catena

Nino Naso Sindaco di Paternò

Daniele Motta Sindaco di Belpasso

Giuseppe De Luca Sindaco di Maletto

Santi Rando Sindaco di Tremestieri Etneo

Alvaro Riolo sindaco di Acquedolci

Ettore Dottore Sindaco di Alcara li Fusi

Natale Rao Sindaco di Ali

Carlo Agatino Giaquinta Sindaco di Ali Terme

Davide Paratore Sindaco di Antillo

Roberto Carmelo Materia Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto

Filippo Borrello Sindaco di Capri Leone

Giuseppe Nobile Sindaco di Castel di Lucio

Vincenzo Biagio Lionetto Civa Sindaco di Castell’Umberto

Antonio Orlando Russo Sindaco di Castelmola

Salvatore Calì Sindaco di Cesaró

Alessandro Portaro Sindaco di Castroreale

Giovanni Sebastiano De Luca Sindaco dì Fiumedinisi

Antonino Cappadona Sindaco di Floresta

Bruno Millado Sindaco di Forza D’Agró

Vincenzo Pulizzi Sindaco di Francavilla di Sicilia

Gino di Pane Sindaco di Frazzanó

Maurizio Crimi Sindaco di Furnari

Giuseppe Cundari sindaco di Gaggi

Filippo Alfio Currenti Sindaco di Gallodoro

Paolino Lo Giudice Sindaco di Graniti

Antonino Crisafulli Sindaco di Itala

Renato di Blasi Sindaco di Librizzi

Marcello Bartolotta Sindaco di Limina

Giuseppe Briguglio Sindaco di Mandanici

Carmelo Pietrafitta Sindaco di Mazzarà Sant’Andrea

Salvatore Riotta Sindaco di Militello Rosmarino

Bruno Pennisi Sindaco di Moio Alcantara

Rosario Sidoti Sindaco di Montagnareale

Filippo Taranto Sindaco di Montalbano Elicona

Carmelo Blancato Sindaco di Motta Camastra

Antonio Pietro Briguglio Sindaco di Nizza di Sicilia

Girolamo Bertolami Sindaco di Novara di Sicilia

Francesco Irrera Sindaco di Olivieri

Sebastiano Antonio Gugliotta Sindaco di Pagliara

Giuseppe Mauro Aquino Sindaco di Patti

Salvatore Villardita Sindaco di Reitano

Carmelo Concetto Orlando Sindaco di Roccafiorita

Gaetano Argiroffi Sindaco di Roccalumera

Salvatore Visalli Sindaco di Roccavaldina

Giuseppe Spartà Sindaco di Roccella Valdemone

Eugenio Aliberti Sindaco di Rodì Milici

Giovanni Pino Sindaco di San Filippo Del Mela

Salvatore Sidoti Pinto Sindaco di San Fratello

Luigi Piero Calderone Sindaco di San Pier Niceto

Valentina Costantino Sindaco di San Teodoro

Bruno Mancuso Sindaco di Sant’Agata di Militello

Nunzio Giovanni Foti Sindaco di Sant’Alessio Siculo

Giuseppe Patorniti Sindaco di Santa Domenica Vittoria

Danilo Lo Giudice Sindaco di Santa Teresa di Riva

Fabio Vinci Sindaco di Saponara

Gianfranco Moschella Sindaco di Scaletta Zanclea

Tania Venuto Sindaco di Spadafora

Salvatore Castrovinci Sindaco di Torrenova

Michele Lemmo Sindaco di Tripi

Luigi Miceli Sindaco di Tusa

Vincenzo Crisà Sindaco di Ucria

Antonino Di Stefano Sindaco di Valdina

Matteo De Marco Sindaco di Villafranca Tirrena

Francesco Rizzo Sindaco di Venetico

Mario La Malfa Sindaco di Pace del Mela

Santina Bitto Sindaco di Gualtieri Sicaminò

Francesco Ingrillì Sindaco di Capo D’Orlando

Dino Castrovinci Sindaco di San Marco D’Alunzio

Leonardo Giuseppe Principato Sindaco di Capizzi

Francesco Paolo Cortolillo Sindaco di Sant’Angelo di Brolo

Antonio Fabio Sindaco di Longi

Giuseppe Pietro Catanese Sindaco di Condrò

Corrado Ximone Sindaco di Torregrotta

Francesco Re Sindaco di Santo Stefano di Camastra

Vincenzo Giambrone Sindaco di Cammarata

Nicolò Catania Sindaco di Partanna

Massimiliano Giammusso Sindaco di Gravina

“In questa vicenda del Covid19, i pensionati sono sicuramente tra i soggetti più deboli e per loro serve maggiore attenzione e tutela. Alcune persone anziane, peraltro, per far fronte ad alcune spese eccezionali avevano fatto ricorso alla cessione del ‘quinto’ della pensione. Ebbene, trattandosi sostanzialmente di un mutuo, la Uil chiede che anche per i pensionati, che si trovino in questa condizione, valgano le norme che hanno ‘congelato’ o ‘sospeso’ il pagamento della rata mensile.

Ad intervenire sull’emergenza del coronavirus, a tutela dei pensionati, è il segretario generale della Uil, Salvatore Barbagallo.

“Sarebbe un segnale importante – conclude Barbagallo – per offrire un minimo di serenità in più a chi, in questa fase, è già costretto a sopportare particolari sacrifici e a vivere una situazione di inquietudine e incertezza. Chiederemo al Governo di assumere questa decisione”.

“In una regione come la Sicilia con epidemia contenuta, fatta eccezione per alcuni focolai, è possibile effettuare studi di sieroprevalenza e sieroconversione”.

Ad affermalo è il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, in un parere trasmesso all’assessorato regionale della Salute sull’utilizzo dei test rapidi e dei test sierologici.
Gli esperti sostengono che “ci sono sufficienti evidenze scientifiche che sorreggono la validità e l’utilità di questi test rapidi in ausilio alla sierologia classica e ai tamponi rinofaringei”.

“I componenti del Comitato, facendo esplicito riferimento agli asintomatici, rilevano in particolare che in questi soggetti – è scritto nel parere – andrà eseguito il test rapido con card come prima scelta. Se sia le IgM (immunoglobuline M) che le IgG (immunoglobuline G) risulteranno negative e il soggetto è a basso rischio allora può essere considerato non infetto, con sufficienti probabilità logiche e scientifiche”.

Quindi di fatto la Regione siciliana dà l’ok a questa metodologia. Adesso bisognerà capire come verranno svolti questi test e, soprattutto, quanti soggetti verranno coinvolti.

(fonte foto: wired.it)

In Sicilia sono attualmente 1.330 i soggetti positivi con 65 pazienti guariti. Questo è il dato aggiornato, a questo pomeriggio, della situazione nell’isola, in merito all’emergenza Coronavirus, fornito dalla Regione siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 13.814. Di questi sono risultati positivi 1.460 (+101 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.330 persone (+88).

Sono ricoverati 522 pazienti (+10 rispetto a ieri), di cui 71 in terapia intensiva (uguale), mentre 808 (+67) sono in isolamento domiciliare, 65 guariti (+5) e 65 deceduti (+8).

La situazione è ancora, purtroppo, in uno stato emergenziale e a ciò si aggiunge il disagio sociale che in questi giorni è sfociato con alcune proteste davanti agli ipermercati. Inoltre, si attende il picco del contagio che, da quello che dicono gli esperti, dovrebbe manifestarsi nella nostra isola verso le ultime settimane di aprile.

“Il 5 marzo scorso avevo lanciato un appello, con una lettera inviata al ministro alla Salute, Roberto Speranza, al quale chiedevo la riapertura immediata del punto nascite di Pantelleria. Un gesto dettato dalla gravissima situazione in cui vivono gli abitanti dell’isola e, in particolare, le donne in gravidanza che, in caso di necessità, sarebbero costrette ad un trasferimento in terraferma. E adesso il dramma, avvenuto pochi giorni fa sull’isola della Maddalena, in Sardegna, dove una partoriente ha perduto il proprio bimbo per un ritardo nell’arrivo dell’elicottero, che avrebbe dovuto trasportarla in una struttura ospedaliera al di fuori dell’isola”.

La parlamentare europea, Francesca Donato, aveva scritto una lettera ai primi di marzo al ministro Roberto Speranza, con la quale chiedeva un intervento immediato. A quanto pare l’appello è rimasto inascoltato e, adesso, un dramma è avvenuto sull’isola della Maddalena, in Sardegna, dove una mamma incinta avrebbe perduto il proprio bimbo forse proprio a causa dell’assenza sul territorio del punto di nascita e, conseguentemente, dei ritardi nei soccorsi.

“Non si può più tacere né attendere oltre – ha aggiunto la Donato – di fronte alla scellerata scelta di chiudere i punti nascita nelle isole minori di Sicilia e Sardegna. Tutto ciò espone a gravi rischi la salute delle gestanti e dei nascituri ed è pertanto intollerabile e incompatibile col diritto alla salute che la Costituzione afferma come inviolabile per tutti i cittadini. Chi vive nelle isole minori non può essere costretto a trasferirsi al di fuori del proprio territorio se vuole avere un figlio in serenità e sicurezza”.

“Rinnovo il mio appello, fino ad oggi inascoltato, al Ministro della Salute – ha detto infine l’europarlamentare della Legaaffinché rimuova tutti gli ostacoli normativi (anche modificando il DM 70/2015 in materia) e di ogni altro genere, che impediscono il godimento di tale diritto alle donne residenti nelle isole minori, a partire da quelle siciliane come Pantelleria, Lipari e Lampedusa e sarde, come La Maddalena, ma anche a quelle delle altre isole italiane dove non siano presenti punti nascita facilmente e velocemente raggiungibili da chi vi abita. Ogni ulteriore giorno di ritardo significa colpevole indifferenza verso la vita e la salute di moltissime donne, madri o future madri oltre che dei loro piccoli”.

Il sondaggio realizzato da SWG per il tg La7 di Enrico Mentana continua a premiare la Lega, che cresce ancora di 0,4 punti rispetto alla scorsa settimana e tocca il 34,5%, come cita il sito Youtrend. Variazione positiva anche il Partito Democratico, che dopo la flessione registrata nell’ultimo periodo recupera l’1,1% e si porta al 18,6%. Continua invece la discesa del Movimento 5 Stelle (15,8%), giù di un punto percentuale rispetto alla settimana precedente e ormai a quasi 3 punti di distanza dal partito di Zingaretti.

Nel centrodestra, intanto, continua l’ascesa di Fratelli d’Italia (+0,6%), a cui manca mezzo punto percentuale per andare in doppia cifra. Resta invece stabile al 6,2% Forza Italia. La coalizione di centrodestra, comprendente i partiti di SalviniMeloniBerlusconi e Toti, toccherebbe pertanto il 51,3% e raggiungerebbe quindi la maggioranza assoluta dei voti (era al 50,3% la settimana scorsa).

Tra gli altri partiti perde lo 0,4% Italia Viva di Matteo Renzi (5,6%), ma calano anche Sinistra Italiana-MDP-Art. 1 (3,3%), i Verdi (1,9%) e +Europa (1,5%), tutti giù dello 0,3%.

Infine, resta sempre molto alta la percentuale di coloro che scelgono di non esprimersi: al momento sarebbero il 37% del campione.

In questi giorni questa installazione aveva “destato” qualche perplessità sul suo valore intrinseco e alcuni cittadini avevano chiesto numi per capire di che cosa si trattasse. Anche il consigliere comunale di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, con il video che segue, aveva annunciato la presentazione di un’interrogazione per capire “quale fosse il senso logico di questa installazione” che si trova in piazza Magione a Palermo.

Adesso il sindaco Leoluca Orlando, con un post su facebook, ha annunciato con relativa foto, la vandalizzazione dell’opera affermando che trattasi di “un’opera d’arte contemporanea allestita in Piazza Magione in occasione della Biennale Arcipelago Mediterraneo”.

“La promozione delle culture – continua Orlando nel post – ha permesso alla nostra città di scoprire se stessa, di emergere internazionalmente e di divenire un riferimento internazionale apprezzato da centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Palermo si schiera e si schiererà sempre per la libertà di espressione artistica – conclude Orlando -. Condanniamo con forza l’accaduto frutto dell’inciviltà di alcuni e dello scarso rispetto che taluni hanno per la diversità e per la cultura, vero motore di cambiamento nella nostra città”.

Nel condividere pienamente le parole del Sindaco di fronte ad un atto vile sicuramente segno di inciviltà, al di là di quello che rappresenta o vuole rappresentare quest’opera, siamo certi che si riuscirà ad individuare chi ha commesso tale gesto. Però vorremmo anche legittimamente sapere (e questo per sgombrare il campo da malintesi) quanto sia costata alla comunità palermitana quest’opera che forse per la sua tutela, sarebbe bastata la collocazione di una telecamera. Ma questo forse è chiedere troppo.

“Un contributo di noi giovani amministratori fatto di idee e progetti per far sì che l’Anci possa ancora di più rappresentare le tante istanze sul territorio che i cittadini chiedono che vengano accolte. E questo potrà avvenire soltanto grazie ad un lavoro di condivisione, che abbia come obiettivo la crescita della comunità in cui viviamo”.

Sono queste le prime parole espresse dalla consigliera comunale di Bagheria, Anna Zizzo (Lega), nominata ieri, dal coordinamento regionale dell’Anci, componente del Coordinamento regionale di Anci Giovani Sicilia

“Per me che sono un volto nuovo della politica, avendo svolto fino adesso la professione di avvocato – ha aggiunto la neo componente dell’Anci giovani – è una sfida che rappresenta una grande conquista”.

“Sono fiera di rappresentare i giovani amministratori locali – ha concluso Anna Zizzo –  che con tanta forza e determinazione si impegnano per costruire un nuovo Paese e cercherò di affrontare responsabilmente questo compito, nella consapevolezza del ruolo istituzionale di cui sono stata investita”.

“Musumeci annuncia l’aventino. Dopo quasi un secolo in cui i sui padri politici costrinsero l’opposizione ad abbandonare il parlamento. Adesso è lui ad annunciare l’abbandono del parlamento siciliano per reagire contro l’opposizione. Ridicolo! Fa prima a dimettersi è ormai evidente che non è adeguato a governare la Sicilia”.

E’ la dura posizione del deputato regionale del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, che arriva ad evocare le dimissioni del presidente della regione siciliana Nello Musumeci, sulla vicenda che ha portato alla bocciatura in aula del disegno di legge sui rifiuti, grazie al ricorso del voto segreto di cui, lo stesso Musumeci adesso, chiede l’abolizione.

“Il governo regionale – afferma lo stesso presidente della Regione in una nota – non andrà più in Aula fino a quando non sarà abrogato il voto segreto. Ho già chiesto ai rappresentanti del centrodestra nella commissione regolamento all’Ars di richiedere la formale convocazione dell’organo per procedere di conseguenza. Ho già anticipato la volontà del governo al presidente del Parlamento Miccichè”.

E non si è fatta attendere la risposta del presidente dell’Ars: “Ho appena ricevuto dal presidente Musumeci la formalizzazione della proposta in Commissione Regolamento di abolizione del voto segreto. Considerato che il voto segreto è la vergogna della politica, io mi adeguerò alle altre regioni nei tempi del taglio dei vitalizi non appena l’Ars voterà l’abolizione del voto segreto in tempi brevi”.

E se la politica è “mediazione” in questo caso il messaggio subliminale di Miccichè è chiarissimo riferendosi ad un altro tema molto caldo: quello dei vitalizi. E proprio su questo terreno, che ha visto nei giorni scorsi il contendere tra lo stesso Musumeci e Miccichè, si consumerà il duello. Mentre ai siciliani, purtroppo, rimarrà come sempre il triste compito di essere spettatori di un film eternamente in replica.