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Si alza il livello di crisi nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Continuano le minacce da parte del presidente americano Donald Trump, che ha minacciato pesanti attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg nel caso in cui non venga raggiunto un accordo che includa la riapertura dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, la Turchia ha dichiarato di aver intercettato un quarto missile lanciato dall’Iran, neutralizzato dai sistemi di difesa aerea della NATO. Invece sul fronte europeo, la Spagna ha preso le distanze dall’operazione militare e oltre a negare l’uso delle basi di Rota e Morón, Madrid ha chiuso il proprio spazio aereo ai voli coinvolti nel conflitto. Secondo il New York Times, infine, gli Stati Uniti avrebbero utilizzato un nuovo tipo di missile balistico nei primi giorni di guerra, colpendo obiettivi civili nella città iraniana di Lamerd e causando almeno 21 vittime.

Intanto, altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un’altra persona sarebbe rimasta ferita. Lo si apprende da fonti informate. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell’arco di poche ore. “Questa mattina un’esplosione ha gravemente danneggiato un veicolo dell’Unifil e diversi peacekeeper sono rimasti feriti. Alcuni dei feriti sono stati evacuati, ma non siamo riusciti a raggiungere la scena per estrarre altri due a causa della mancanza di garanzie di sicurezza. Dopo il coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra è ora in viaggio verso il luogo dell’incidente. Fornirò aggiornamenti quando possibile”. Lo riferisce la portavoce di Unifil, Kandice Ardiel.

G7: “Pronti a tutte misure necessarie per sicurezza energetica”
“Siamo pronti ad adottare tutte le misure necessarie, in stretta collaborazione con i nostri partner, per preservare la stabilità e la sicurezza del mercato energetico. Riconosciamo l’importanza di un’azione internazionale coordinata per mitigare le ripercussioni e salvaguardare la stabilità macroeconomica”. È quanto si legge nel comunicato del G7 diffuso al termine della riunione dei governatori e dei ministri delle Finanze e dell’Energia.

“Abbiamo avviato un’indagine per determinare ciò che è accaduto”. Così Unifil (Forza di interposizione provvisoria delle Nazioni Unite in Libano) in una nota in cui conferma la morte di due peacekeeper oggi nel sud del Libano, nei pressi di Bani Hayyan, aggiungendo che “un’esplosione di origine sconosciuta ha distrutto il loro veicolo e un terzo peacekeeper è rimasto gravemente ferito e un quarto ha riportato lesioni”. “Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper – prosegue la nota – costituiscono gravi violazioni” e “possono costituire crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è decisamente troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve finire”.