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A quasi tre mesi dalle elezioni e a un passo dal ritorno alle urne, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che saranno ministri e vicepremier, siglano l’accordo per il Governo al termine di un lungo faccia a faccia alla Camera. Con Giuseppe Conte presidente del Consiglio e Giovanni Tria ministro dell’Economia, nasce l’esecutivo con il cambio di ruolo di Paolo Savona, il professore anti-euro cui Sergio Mattarella aveva negato l’Economia che avrà la delega alle Politiche europee.

“Si è concluso un complesso itinerario”, chiosa il capo dello Stato, il vero vincitore morale di questa lunghissima trattiva, che oggi alle 16 riceverà al Colle il nuovo presidente del Consiglio e la squadra dei diciotto ministri, tra cui cinque donne, per il giuramento. Anche se sarà “battezzato” ufficialmente, all’inizio della prossima settimana, con il voto di fiducia in Parlamento di M5s e Lega. Dice “No” Forza Italia, che annuncia “battaglia per i cittadini” e annunciano un’opposizione Partito democratico e Liberi e uguali. Fratelli d’Italia, che era disponibile al “Sì” alla fiducia (e che chiedeva uno o due ministeri, sceglie invece la linea dell’astensione.

Carlo Cottarelli, a cui il presidente della Repubblica aveva affidato l’incarico di formare un esecutivo “neutrale” per portare al voto anticipato, ha ringraziato e rimesso il mandato. Alla fine ecco il nuovo Governo. Savona al dicastero senza portafoglio degli Affari europei. Per l’Economia spunta Tria, preside della facoltà di Economia di Tor Vergata, professore che ha lavorato con Renato Brunetta, è “tiepido” sull’Euro e sostiene la Flat tax anche a costo di aumentare l’Iva. Agli Esteri arriva Enzo Moavero Milanesi, una vita nelle istituzioni europee e già ministro all’Ue con Monti e Letta. Affiancherà Conte a Palazzo Chigi, con il delicato incarico di sottosegretario alla presidenza, il leghista Giancarlo Giorgetti. Salvini sarà ministro all’Interno, Di Maio prenderà il super-dicastero di Lavoro e Sviluppo Economico (dovrebbe chiamarlo “Welfare”). Alla Difesa Elisabetta Trenta, Alla Giustizia Alfonso Bonafede (M5s), Giulia Grillo (M5s) alla Sanità, Riccardo Fraccaro (M5s) ai Rapporti con il Parlamento, alle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5s), Marco Bussetti (M5s) all’Istruzione, Alberto Bonisoli (M5s) ai Beni Culturali e Giulia Bongiorno alla Pubblica Amministrazione.

E proprio Bonafede, Bongiorno e Giulia Grillo sono i tre siciliani dell’Esecutivo. Alfonso Bonafede, 42 anni, è nato a
Mazara del Vallo ma è fiorentino di adozione. Avvocato civilista, ha sfidato Renzi nel 2009 a sindaco di Firenze, è uno dei parlamentari più vicini a Di Maio e attivista della prima ora del M5S., in Parlamento dal 2016 ha ricoperto il
ruolo di vicepresidente della commissione Giustizia.

La “leghista” Giulia Bongiorno, 52 anni, è avvocato penalista. Diventata avvocato nel 1992 e a soli 27 anni, ha fatto parte del collegio difensivo di Giulio Andreotti, accusato di associazione mafiosa. Come legale ha difeso molti volti celebri
dello sport e dello spettacolo, da Gianna Nannini a Francesco Totti. In Parlamento è arrivata nel 2006 eletta alla Camera con Alleanza nazionale. Nel 2008 è stata riconfermata con il Popolo della Libertà. È stata una grande sostenitrice delle battaglie in favore delle unioni civili e dei diritti delle donne tanto da sostenere l’introduzione del reato di stalking e la proposta di legge di aggravante di femminicidio.

Giulia Grillo è catanese, medico legale e volto storico del Movimento 5 Stelle. È stata lei a fondare il meet up etneo, il primo circolo grillino dove è iniziata la sua scalata ai vertici del Movimento. Nel 2012 grazie alle primarie è diventata
capolista alla Camera della circoscrizione Sicilia Orientale. In Parlamento è stata componente della commissione permanente Sanità e nel 2016 capogruppo del M5S. Grillo è stata al centro delle polemiche sul tema delle vaccinazioni: si è detta favorevole ma contraria all’obbligo.