Un atto durissimo quello del presidente del parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè che, con un post su facebook, attacca il premier Giuseppe Conte in merito alle decisione di chiudere parzialmente le attività produttive del Paese.

“E’ inspiegabile la decisione del #governonazionale – si legge nel lungo post sul suo profilo facebook – di aver di fatto inflitto il colpo mortale ad un paese che con enorme fatica stava provando a rialzarsi. Le attività commerciali e turistiche, i cinema, i teatri, le palestre, le piscine, i bar, i ristoranti, dopo avere rigorosamente eseguito quanto gli era stato ordinato dal governo nei mesi precedenti, si vedono oggi chiudere tutto. Si tratta di #dpcm emanato da persone IRRESPONSABILI, gente che probabilmente non conosce le città e che non è mai uscita di casa”.

“Non posso tacere davanti ad una decisione che può essere definita delinquenziale. Di fame e di disperazione si muore. Questa volta se gli aiuti promessi dal governo non saranno cospicui ed IMMEDIATI, difficilmente potranno contenere la disperazione della gente. E siamo ormai consapevoli che gli aiuti non arriveranno! Si consultino con qualcuno che capisce perché così ci portano veramente alla rovina del #Paese! Faccio un appello accorato alle persone responsabili – conclude Miccichè – che oggi stanno al #Governo: fermateli altrimenti i veri responsabili sarete voi”.

LE REAZIONI

Interviene la deputata regionale siciliana Marianna Caronia

“Non posso che condividere la preoccupazione del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gianfranco Miccichè per le conseguenze devastanti che l’ultimo DPCM può avere sulla già fragile economia italiana e siciliana in particolare. E’ ovvio che siamo tutti preoccupati per l’andamento dell’epidemia e per la tenuta del sistema sanitario, ma non si possono adottare provvedimenti come quelli di queste ore che chiudono da un giorno all’altro attività economiche, produttive, culturali e sportive dopo che i titolari hanno investito migliaia di euro per adeguarsi a tutte le prescrizioni. Attendiamo il Governo nazionale alla prova dei fatti, sul rispetto dei tempi annunciati per rimborsi e contributi, perché stavolta è in gioco la tenuta economica di tutto il Paese”.

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