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ivana veronese PNRR

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Emerge un quadro fosco, in relazione allo stato di attuazione del PNRR, che il “Servizio Lavoro Coesione e Territorio della UIL” ha messo in evidenza, in seguito ad uno studio specifico. A denunciare lo stato delle cose e a sei mesi dalla conclusione del Piano, rimane, infatti, ancora da spendere il 46% delle risorse. I dati aggiornati al 26 febbraio 2026, parlano di una spesa del PNRR che si attesta a 104,6 miliardi di euro (il 53,8% del totale), su un totale di risorse provenienti dall’Europa pari a 194,4 miliardi di euro.

“I dati rilevano, purtroppo – afferma Ivana Veronese, segretaria Confederale UIL – un andamento ad effetto ‘moviola’, sia della messa a terra dei progetti sia della spesa effettiva. Siamo molto preoccupati dalla performance del piano e anche l’ultimo Decreto (il settimo riferito all’accelerazione della spesa), non risolve i temi di fondo per l’attuazione del PNRR. Anzi abbiamo la netta sensazione che queste misure rischiano di aumentare la burocrazia operativa per enti e imprese, anziché semplificarla concretamente. Non vorremmo – ha aggiunto Veronese – che queste norme fossero arrivate in ritardo, dal momento che siamo ai titoli di coda del PNRR”.

“Analizzando i dati dei progetti finanziati – ha continuato Ivana Veronese – la Missione 1 (Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo), ha effettuato una spesa effettiva del 67,2%; la Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica), il 44,5%; la Missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile) il 65%; la Missione 4 (Istruzione e ricerca), il 56,9%; la Missione 5 (Inclusione e coesione), il 42,9%; la Missione 6 (Salute), il 51,3%; la Missione 7 (RepowerEU), solo il 25,6%”.

“Guardando, dunque, i dati della spesa delle Amministrazioni Centrali – ha concluso la segretaria della Uil – il Consiglio di Stato e il Tar presentano un livello di spesa pari 75%; il Ministero della Giustizia il 72,9%; il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 72,8%; il Ministero Imprese e del Made in Italy il 70,9%; il Ministero dell’Università e della Ricerca il 65,9%. Più indietro, il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare fermo al 17,4%; il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al 28,1%; il Ministero della Cultura al 29%; la Presidenza del Consiglio al 39,7%; il Ministero del Turismo al 39,8%”.