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“Io non ero d’accordo a tutto il clamore mediatico dato in Italia al Covid rispetto ad altri Paesi, secondo me frutto anche di una politica giornalistica televisiva sbagliata. Non c’era nessun altro Paese al mondo dove si parlava così ossessivamente di Covid e trovo perfettamente assurdo, oggi, non parlarne più come se il problema fosse solo la guerra in Ucraina, che è una tragedia davanti la quale siamo attoniti. Ma non considerare più i rischi legati a Covid la trovo un’idea cervellotica e non la comprendo”. E’ quanto afferma Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

“Dobbiamo ancora ragionare sulla road map per uscire dalle restrizioni – sottolinea ancora Bassetti – ma la percezione delle persone, dopo una settimana di notizie solo sulla guerra e di silenzio sul Covid, è che la pandemia non esiste più. E’ vero che i numeri vanno meglio, ma serve capire come si uscirà dalle restrizioni. E’ il momento di dire chiaramente se dopo il 31 marzo, la fine dello stato di emergenza, il green pass rimarrà del tutto o sarà modificato, se le mascherine al chiuso rimarranno. Agli italiani serve chiarezza, non possiamo passare da 100 notizie al giorno sul Covid a zero“.

(fonte adnkronos)

Sospesa la vendita di tutti i suoi prodotti Apple in Russia. E’ quanto comunicato dalla società di Tim Cook in una nota, annunciando che rimuoverà RT News e Sputnik dai suo App Store fuori dalla Russia.

L’azienda di Cupertino ha spiegato di essere “profondamente preoccupata” dell’invasione russa, e ha espresso solidarietà nei confronti delle vittime ucraine. Oltre a sospendere le proprie vendite in Russia, Apple ha disabilitato il funzionamento di servizi come Apple Maps e di Apple Pay (che aveva già smesso di funzionare con le carte di credito russe a seguito delle sanzioni economiche) e ha rimosso le applicazioni di RT News e di Sputnik News (siti d’informazione russa legati al governo) dagli App Store nei paesi fuori dalla Russia. Ha inoltre detto che sospenderà alcune funzioni di Apple Maps anche in Ucraina, come misura precauzionale per la sicurezza degli ucraini.

(fonte ansa e tuttotech)

“Come credenti dobbiamo pregare ma come politici dobbiamo agire. Operare anche assumendo decisioni difficili come quella degli armamenti, al solo scopo difensivo per gli ucraini che sono massacrati da Putin e dai russi, così il senatore Pierferdinando Casini alla preghiera dei deputati e senatori nel Chiostro della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Roma.

“L’Italia e il governo – ha continuato Casini – sta facendo la propria parte con i provvedimenti che sono stati decisi e discussi ieri in Parlamento”.

IL VIDEO

(Fonte Agenzia Vista – foto adnkronos)

La Nato starebbe “valutando” l’ipotesi di dar vita a una no-fly zone sui cieli dell’Ucraina su richiesta di Kiev. Lo sostiene il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, citato da Sky News Uk. Questa opzione, esclusa fino a ieri esplicitamente da leader occidentali come Joe Biden o Boris Johnson, contemplerebbe automaticamente la possibilità di dover prendere di mira aerei militari russi e quindi, sulla carta, d’innescare uno scontro diretto con Mosca. Non si possono escludere “rischi di scontro” con la Nato. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko. Lo riferisce la Tass. Secondo Grushko non si può escludere una escalation di “incidenti” tra Russia e Alleanza Atlantica.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky

I russi stanno ‘cercando di cancellare l’Ucraina, il Paese, la sua storia’, ha detto ancora una volta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ieri nel sesto giorno di conflitto sono piovuti ancora missili e bombe sull’Ucraina. “L’Europa – dice intanto la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen – è al fianco di coloro che hanno bisogno di protezione”.

L’Ucraina ha rivendicato di aver ucciso quasi sei mila soldati russi, di aver abbattuto 30 aerei e 31 elicotteri russi e almeno 211 carri armati. Lo scrive il quotidiano Kyiv Independent in un bollettino giornaliero, la cui attendibilità non può essere verificata. Kyiv Independent parla anche della distruzione di 862 veicoli blindati, 85 sistemi di artiglieria e 9 antiaerei, 60 serbatoi di carburante e 355 non meglio precisati “veicoli” e di aver catturato 40 tubi lanciarazzi. Gli Stati Uniti stimano che i morti russi nell’invasione Ucraina siano circa 2.000. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali non è possibile calcolare esattamente le vittime del conflitto. Secondo alcuni altri funzionari del Pentagono, le vittime sarebbero circa 1.500 fra i russi e 1.500 fra gli ucraini.

(fonte ansa-il post)

In un video di 4.37 minuti la giornata politica odierna raccontata dall’agenzia Vista. Dall’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Parlamento europeo, a quello della presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen. Dalla condanna di Josep Borrell, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla presa di posizione in Senato del premier italiano, Mario Draghi, sulla crisi Ucraina.

(fonte romauno.tv e agenzia vista)

Il futuro del trasporto green non è più un sogno. Il gruppo Stellantis ha annunciato che si impegnerà “nella mitigazione del cambiamento climatico,  raggiungendo le zero emissioni di carbonio entro il 2038, con una riduzione del 50% entro il 2030. Assumere la leadership nella decarbonizzazione, così come un decisivo passo avanti nell’economia circolare, è il nostro contributo per un futuro sostenibile”.

Stiamo preparando la strada affinché il 100% delle vendite in Europa e il 50% delle vendite negli Stati Uniti siano costituite da veicoli elettrici a batteria (Bev) entro la fine del decennio“. E’ quanto affermato da Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, presentando il piano strategico a Zaandam, cittadina a quindici chilometri da Amsterdam.  

“Stellantis – ha proseguito – si impegna a diventare il campione del settore nella lotta contro il cambiamento climatico, raggiungendo le zero emissioni da carbonio entro il 2038”. Tavares, presentando “Dare Forward 2030”, il suo “audace piano strategico per il prossimo decennio ha detto che porterà i dipendenti Stellantis ad essere ‘secondi a nessuno’ nella creazione di valore per tutti gli stakeholder”. Il primo suv completamente elettrico del marchio Jeep sarà lanciato all’inizio del 2023 e un’anteprima del nuovo pick-up Ram 1500 Bev in arrivo nel 2024.

La nuova Jeep elettrica che uscirà nel 2023

Stellantis prevede di realizzare 30 miliardi di ricavi in Cina nel 2030. I brand su cui il gruppo punterà saranno 6, in particolare modelli Bev. Il piano prevede il lancio di 30 modelli in Cina. “Saranno rivisti i business model di Citroen e Peugeot. Per quanto riguarda Jeep, Stellantis è ancora in attesa dell’approvazione da parte del governo cinese della richiesta di salire al 75% della joint venture con Gac. Inoltre, si punterà a migliorare le esportazioni di Maserati in Cina” ha detto Tavares.

“Sugli incentivi alle auto meno inquinanti – ha proseguito – la decisione non dovrebbe essere presa a livello nazionale, ci vuole un intervento dell’Europa. Il problema è come l’Europa vuole sostenere la sua industria automobilistica”, ha spiegato. Tavares ha aggiunto che, per mantenere la sua solidità, Stellantis deve avere una quota tra il 20 e il 22% del mercato europeo.

“Il problema non sono gli incentivi dei singoli Paesi – ha spiegato Tavares – ma se l’Europa vuole proteggere la sua industria dell’auto. La domanda che l’Europa dovrebbe porsi è come si possa fare per riportare il mercato al livello pre-Covid, quando si vendevano 18 milioni di auto all’anno contro i 15 milioni di oggi”. “La questione al centro di tutto – ha spiegato l’ad di Stellantis – è se l’Europa vuole garantire a tutti i suoi cittadini la liberta’ di movimento che è la base della democrazia europea, se si vuole difendere il diritto alla mobilità. I governi devono farsi questa domanda”.

L’ad di Stellantis Carlos Tavares

Tavares, infine, ha sottolineato che l’ibrido “è fondamentale per la transizione perché può garantire l’accessibilità di tutti alle auto visto che l’elettrico ha costi alti. Per l’ambiente può fare molto di più la vendita di auto ibride e meno inquinanti alla classe media che la vendita di un’auto elettrica a un ricco. Il passaggio di massa alle auto elettriche farebbe salire il fabbisogno di energia e di conseguenza dell’energia nucleare”.

(fonte ansa e dealerlink.it)

Uno dei capolavori del cinema mondiale torna come nuovo nelle sale nonostante sia passato mezzo secolo dal debutto al cinema. “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, di cui Hollywood celebra il 15 marzo il 50esimo anniversario, è uscito questo fine settimana in una nuova edizione meticolosamente restaurata che ha cancellato macchie, graffi, strappi e altre usure provocate dal passare del tempo.

 In Italia dal 28 febbraio al 2 marzo nelle sale. L’obiettivo del progetto, ha detto Coppola al ‘New York Times’ in una delle tante interviste che hanno accompagnato le ‘nozze d’oro’, era di riportare il film tre volte premio Oscar allo stato del suo primo ‘red carpet’ senza necessariamente rovinarne il famoso aspetto “dark”. Per il regista, quel film sull’ascesa e la caduta della famiglia Corleone resta uno dei più amati della sua lunga carriera: “No, mai”, ha risposto Coppola quando gli è stato chiesto se, nell’ultimo mezzo secolo, si è mai stancato di guardarlo.

L’italo-americano era all’epoca semi-sconosciuto: la scelta della Paramount, che aveva comprato i diritti del romanzo omonimo di Mario Puzo, cadde su di lui dopo una serie di ‘no’ eccellenti tra cui Sergio Leone, Sam Peckinpah, Peter Bogdanovich, Elia Kazan e il veterano dei gangster movie Arthur Penn. Fu quasi per disperazione e per ragioni economiche (costava poco) che la scelta alla fine cadde su Coppola che apparteneva alla generazione dei “nuovi leoni” come George Lucas e Martin Scorsese. Il regista accettò, a patto di avere con sè Marlon Brando e Al Pacino. “Dovete capire, da cineasta, non sapevo veramente come fare ‘Godfather’. Ho imparato a fare ‘Godfather’ facendolo”, ha detto al ‘New York Times’.

“Il Padrino” è forse il solo film campione di incassi al box-office ad essere premiato agli Oscar, mentre la franchise (ne fanno parte due sequel e un ‘director’s cut’ intitolato “Coda” della tanto vituperata ‘Parte Terza’) e’ l’unica ad aver ricevuto la statuetta per “Best Film” per le sue prima e la seconda parte. Battute del copione scritto da Coppola e Puzo tra cui “l’offerta che non si può rifiutare” e “lascia le pistole e porta i cannoli” sono entrate nel lessico globale assieme a termini come “consigliori”, “mandamento”, “picciotto” che anni dopo le rivelazioni ai maxi-processi di mafia rivelarono reali.
 E poi la musica di Nino Rota, le ombre della cinematografia di Gordon Willis ricostruita in quasi 5 mila ore in laboratorio di restauro e la revisione di ogni fotogramma.

“La Paramount era impreparata per il successo: improvvisamente si trovarono a doverlo proiettare a New York in cinque cinema contemporaneamente perchè c’era tanta richiesta e poi in tante sale in tutto il mondo”, ha spiegato il regista: “Ma anzichè pensare a preservare il negativo originale, lo logorarono usandolo per ricavarne tante copie. E a forza di essere usate, le copie cominciarono a non esser più come avrebbe dovuto essere il film”.

(fonte agenzia Ansa)

E’ in continuo aumento il prezzo della benzina. Il prezzo medio settimanale, rilevato dal Mite tra il 21 e il 27 febbraio, sfiora al self service 1,870 euro al litro, in rialzo di quasi 2 centesimi.

In dettaglio, la verde è salita nel corso della settimana a 1,869 euro al litro, con un rialzo di 1,89 centesimi. Il diesel, sempre nella media nazionale al self service, ha invece superato 1,740 euro al litro, in rialzo in questo caso di 1,81 centesimi. Per il gasolio da riscaldamento l’aumento è di quasi 5 centesimi al litro a 1,565 euro al litro.

(fonte Ansa)
   

“Non so come salutare tutti, se dire buongiorno o buonasera. Non ci riesco, ogni giorno per qualcuno potrebbe essere l’ultimo. Parlo dei cittadini ucraini. Sono lieto di sentire quello che viene detto qui, sono lieto di sentire questa unità, ma non sapevo che questo sarebbe stato il prezzo da pagare. E’ una tragedia”. Sono le accorate parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al Parlamento europeo.

(fonte agenzia Vista e La Stampa)

“Tollerare una guerra di aggressione di uno stato sovrano europeo, vorrebbe dire mettere a rischio, in maniera forse irreversibile la sicurezza e la pace in Europa”. E’ una parte dell’intervento che il premier Mario Draghi ha fatto questa mattina in Parlamento.

“Ammiro il coraggio di chi partecipa alle manifestazioni in Russia contro la guerra in Ucraina. Il Cremlino – ha detto ancora Draghi – dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra”.

IL VIDEO

(fonte agenzia Vista)