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Tanto tuonò che piovve e pure Rosario Crocetta è finito nel mirino dell’inchiesta sull’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante.

Non che la notizia stupisca più di tanto. In tanti credevano che il rapporto tra l’ex presidente della Regione e l’imprenditore era – diciamo così – viziato, poco limpido, quanto meno ambiguo. Erano semplici supposizioni senza valore ma su Montante paladino della legalità e Crocetta baluardo dell’antimafia, in molti nutrivano dubbi.

Altri (tanti), però, hanno applaudito, goduto, brindato, gioito per l’annunciata “rivoluzione” di Rosario. Rivoluzione che, ovviamente, non è mai arrivata e che ha fatto rimpiangere i governi di Cuffaro e Lombardo, tanto per intenderci. Gli stessi che, fino a poco tempo fa, erano amici di Crocetta, oggi lo hanno ripudiato dimenticandosi lodi e elogi sperticati elargiti a piene mani dopo il suo insediamento. Poi, piano piano, è calato un silenzio imbarazzato sulle imprese del nostro, fino a parlarne male… solo ora.

Peccato che, anche 5 anni fa, la fama dell’ex sindaco di Gela non fosse proprio quella di uno statista tipo Winston Churchill.  In rete abbiamo trovato il commento del giornalista Pietro Nicastro, uno dei 21 epurati dell’Ufficio Stampa della Regione (come chi scrive) che ha riassunto con eleganza, sobrietà e dignità il pensiero su Crocetta: “Non giudico, non inveisco, non anticipo condanne – ha scritto – che non mi competono: cerco, anzi, di mantenere sempre equilibrio e lucidità anche nelle situazioni più estreme. C’è una riflessione, però, che non riesco proprio ad arginare: io oggi rischio di perdere la casa e di non riuscire a regalare più a mia figlia nemmeno un sorriso per colpa di questa melma, di questo marciume che ha infilato le mani nella mia vita. Io lo sapevo già. Ed oggi che lo sanno tutti non riesco a provare nemmeno un briciolo di consolazione”.

A proposito della caratura del personaggio, i magistrati – un tempo tanto tanto cari all’ex presidente – parlano di un suo video hard e la sua risposta è beffarda, come al solito. “Il video scabroso? Mi dipingono come una porno star, come se fossi Rocco Siffredi. Ma dov’è questo video? La verità è che non esiste, è una bufala come al solito per denigrare la mia omosessualità. È falso come falsa è stata la notizia dell’intercettazione in cui avrei sentito le frasi contro Lucia Borsellino”, ha detto all’Ansa.

A parte il fatto che, alla luce dei nuovi avvenimenti, si dovrebbe riscrivere la storia anche di quella fantomatica telefonata (siamo proprio sicuri che non ci fu?), i pettegolezzi sulla vita privata di Crocetta si sono sempre sprecati. E non certo per la sua omosessualità. Pettegolezzi, appunto, da bar, che giustamente non riportiamo. Questa volta, però, le chiacchiere sembrerebbero un po’ più concrete visto che ne parla nell’avviso di garanzia. Solo una bufala come dice lui? Vedremo. Su una cosa, però, Crocetta ha ragione: l’accostamento a Rocco è in effetti azzardato. Lui con il pornodivo non c’entra nulla. In tutti i sensi.